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Archivio di ottobre 2011

«Dal 1950 ad oggi l’Italia ha perso milioni di ettari della sua superficie libera (…) È giunto il momento di fare una campagna comune, di presidiare il territorio in maniera capillare a livello locale, di amplificare l’urlo di milioni d’italiani che sono stufi di vedersi distruggere paesaggi e luoghi del cuore».

Carlo Petrini (presidente di Slow Food e tra i primi aderenti al Forum)

Il Forum Nazionale vuole coinvolgere il maggior numero possibile di soggetti in una rete che condivida gli stessi valori elementari, e sensibilizzare il nostro Paese su uno dei più grandi scempi che sta subendo, sotto silenzio e da troppo tempo: il consumo del suolo libero e fertile a favore di cemento e asfalto.

Il nascente Forum intende mettere in campo una serie di azioni concrete per fermare il consumo di suoli fertili e lo scempio del paesaggio italiano:

  1. Elaborare una proposta di legge di iniziativa popolare
  2. Proporre un censimento in tutti i Comuni degli immobili sfitti e non utilizzati
  3. Promuovere una campagna di comunicazione a livello nazionale

Il consumo di suolo è in continuo aumento: Legambiente si stima che l’incremento è di circa 50.000 ha all’anno. Lo stesso studio evidenzia che la superficie cementificata risulta pari a 2.350.000 ha, cioè il 7,6% del territorio nazionale (teniamo presente che la nostra Penisola è formata da numerosi rilievi non edificabili). Purtroppo non possiamo fare affidamento su dati certificati, a testimonianza di quanto questo problema debba ancora essere monitorato e sufficientemente considerato come prioritario dalle Istituzioni.

L’attività speculativa in questo campo sembra non conoscere crisi di sorta e, forti delle nostre reti associative, registriamo e verifichiamo continuamente le voci di protesta che si levano a livello locale. Attraverso il Forum intendiamo presto mettere in campo azioni concrete per contrastare questa deriva che sta privandoci per sempre di beni comuni fondamentali: i nostri territori e la loro bellezza. La loro salvezza è legata indissolubilmente alla nostra qualità della vita, ciò che ci ha reso orgogliosi e famosi in tutto il mondo.

Il suolo fertile e l’integrità del paesaggio sono la principale garanzia per il futuro del nostro Paese, del turismo, della nostra agricoltura e dei nostri prodotti tradizionali, della salubrità dei luoghi in cui abitiamo e della biodiversità naturale ivi presente. La storia ci insegna che essi sono la base concreta di ogni cultura locale, ciò che unisce gli italiani nella diversità e ci rende un popolo unico. Paesaggio e territorio fertile sono la risorsa economica di cui siamo più ricchi, è assurdo sprecarla così.

Il Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio – Difendiamo i Territori, nasce su impulso dell’associazione Slow Food e del Movimento Stop al Consumo di Territorio, subito arricchitosi della presenza di numerose organizzazioni nazionali (tra cui Legambiente, LIPU, Pro Natura, Eddyburg, Movimento Decrescita Felice, Altreconomia, Associazione Comuni Virtuosi, Rete del Nuovo Municipio, Borghi Autentici d’Italia, Medici per l’Ambiente, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, organizzazioni agricole), di oltre 350 associazioni e comitati locali e più di 3000 prime adesioni individuali, tra cui quelle di urbanisti, docenti universitari, sindaci, architetti, giornalisti, produttori agricoli ecc.

www.salviamoilpaesaggio.it

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"Devastante!" è questo il primo commento del Comitato Senago Sostenibile alla presa visione dello studio presentato il 27 ottobre in Regione Lombardia e che riguarda la realizzazione di due vasche di laminazione nel territorio di Senago da 1,2 milioni di metri cubi.

Lo scopo dell'incontro, oltre ad illustrare i risultati dello studio commissionato ad ETATEC, è stato quello di comunicare "democraticamente" agli enti locali interessati che le aree definite di carattere strategico, come le vasche di laminazione, saranno vincolate ed escluse dai PGT locali (PTR art.22 c.1 della L.R. 12/2005).
Un furto annunciato!

In sintesi:
- le aree di laminazione sono l'unica modalità che l'autorità di bacino ha individuato e preso in considerazione
- nessun intervento di depurazione delle acque del torrente Seveso fino al 2027
- 1,2 milioni di metri cubi di acqua di fogna nel nostro territorio da stivare in un enorme cratere profondo 31 metri
- costo minimo stimato dell'opera 31.000.000€, contro il valore iniziale di 10.000.000€ indicatoci dall'Assessore Belotti nell'incontro di settembre

Considerazioni
Quali interessi ci sono attorno a questo progetto per non aver preso in considerazione le altre soluzioni tecniche già presentate a tutti gli enti interessati e che sono più efficaci per evitare le esondazioni a Niguarda?

Le tangenziali, le cave, il canale scolmatore (raddoppiato), il Parco delle Groane ed infine le vasche di laminazione non sono di competenza del Comune di Senago; in pratica più del 60% del nostro territorio è gestito da altri enti e sottratto alla comunità. Questo è un esempio concreto di federalismo al contrario.

Noi non ci fermeremo. Invitiamo tutta la popolazione e le forze politiche senaghesi alla mobilitazione ed a seguire le nostre prossime iniziative.

Comitato Senago Sostenibile

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Accogliamo con serietà ed impegno le adesioni di solidarietà e di partecipazione pervenuteci da parte di diverse forze politiche del paese.

In particolare apprezziamo la chiara presa di posizione dell’UDC che ha voluto esprimere piena fiducia nel Comitato Senago Sostenibile ed ha espresso la propria convinzione a sostenere la “battaglia” contro le vasche di laminazione portando direttamente la questione in consiglio regionale.
Vogliamo quindi rilanciare la proposta dell’UDC affinchè sia seriamente portata avanti un’azione corale da parte di tutti i partiti e cittadini di Senago per trovare le risorse necessarie per supportare ogni tipo di azione contro le decisioni che la Regione Lombardia sta per assumere.

Chiediamo quindi a tutte le forze politiche che si applichino affinchè i propri rappresentanti in Regione, consiglieri o assessori, lavorino a fianco del Comitato contro la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago.

L’appello è aperto indistintamente a chiunque si identifichi in questa causa. Non c’è più tempo per scelte di convenienza politica o sterili polemiche atte solo a salvaguardare i propri interessi di parte.

Siamo rammaricati per l’atteggiamento ostile da parte lega che non vuole riconoscere la nostra battaglia pur dichiarandosi a parole contro le vasche, ma nei fatti non facendo nulla per fermare il loro assessore Belotti in regione – che sta continuando l’azione iniziata da Boni – , da cui dipende la realizzazione di questo progetto

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Pensare alla sostenibilità oggi vuol dire schierarsi contro perchè non c’è più spazio per idealizzare e cercare nuove idee nè tantomeno ci sono spazi per costruire per il futuro. La sostenibilità diventa allora per forza obbiettare, contrastare, decrescere, urlare il proprio NO.

E, sul nostro territorio in particolare, i pericoli aumentano di giorno in giorno. Tutto a discapito della sostenibilità di un territorio e di un’ambiente che consentano ancora di condurre una vita a misura d’uomo.

Non c’è quindi il solo problema delle vasche di laminazione a Senago.

C’è il problema delle CAVE, coi loro innumerevoli carichi di materiali provenienti da demolizioni a volte non ben identificate. Due cave, una a NORD ed una a SUD, che sfregiano il nostro territorio in modo irreversibile e non solo con le loro gole profonde ma quotidianamente coi loro trasporti che inquinano le vie del Comune, un via vai di macerie destinate alle cave per essere tritate e quindi riportate a fare da fondo stradale. Macerie che contengono materiali d’ogni specie e che generano  tonnellate di polveri sottili che si diffondono in tutto il territorio provocando spesso malattie respiratorie. Basta avvicinarsi o guardare dall’alto le due cave e si notano le enormi montagne di macerie, spesso calate in luoghi impropri, incuranti delle possibili contaminazioni dei cittadini o delle falde acquifere che l’attività di escavazione a portato alla luce. Rumore delle macine, delle escavatrici e dei camion che per tutta la giornata, a volte anche sabato e domenica, coprono ogni altra pacifica presenza.

In area ISOLINO, nei campi adiacenti la zona usata dai mattoni volanti per le loro manifestazioni acrobatiche, stanno ora coprendo i campi con uno strato di oltre due metri di materiale da riporto. Prima hanno escavato lo strato naturale di argilla, portato dalla lavorazione millenaria dei ghiacciai, per farne un uso speculativo, ed ora ricoprono il maltolto con terra che “forse terra non è”. E’ stato facile seguire un camion di quelli che portano lì il materiale e purtroppo questo era proveniente dall’area ex-esselunga di Garbagnate Milanese ora in demolizione. La domanda allora è: “cosa c’è sotto la terra che si vede sopra?”.

Le Tangenziali tanto sbandierate dalla destra, ma anche da una parte del centro-sinistra a Senago, porteranno traffico aggiuntivo a quello che già esiste ed incrementeranno in modo esponenziale l’inquinamento da polveri sottili e non solo.

Purtroppo anche la battaglia contro l’inceneritore di Paderno sta per riacutizzarsi, visto che la Paderno Energia sembra non cedere dall’idea di realizzare il mostro inquinante.

Una notizia recente, ma a quanto pare piuttosto attendibile quanto drammatica, è quella che hanno intenzione di realizzare un dissociatore molecolare a Limbiate, al confine con Senago. Per chi non lo sapesse un dissociatore molecolare è un inceneritore.

Non ultimo la Rho-Monza sta per diventare un’autostrada a 12 corsie. Pare proprio che la Regione voglia imporre anche in questo caso le proprie ragioni contro quelle di tutti.

Infine la Pedemontana sarà a breve una realtà, proprio a pochi minuti da Senago, col suo carico di auto e camion quotidiano.

Il Comitato Senago Sostenibile che nasce per affrontare la tematica della sostrenibilità nel nostro territorio, si trova invece ad affrontare continue emergenze contro attacchi distruttivi che arrivano oramai da ogni parte.

Non siamo un esercito ma con grande impegno cerchiamo di occuparci un po’ di tutto. In questo momento la battaglia dominante è quella contro le vasche di laminazione, ma comunque ci muoviamo con perfetto parallelismo su tutti i fronti menzionati.

Ciò che è vero è che siamo oramai in piena emergenza!

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Il 22 Ottobre a Cesate si terrà un interessante Tavola Rotonda sul Tema “Economia del Parco ed Economia Solidale”, con gli interventi dei rappresentanti del “Parco Agricolo Sud Milano”, del “Parco delle Groane”, e di altri esponenti.
Il 23 Ottobre ci sarà invece la Festa dell’Economia Solidale, con un mercato di 40 produttori di cibi Biologici, e molto altro.
in allegato la locandina di presentazione



clicca sulle immagini per ingrandirle

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Sebbene noi del comitato non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

PROBLEMA:
Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

DATI:
Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

SOLUZIONE:

Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
(60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

CONSIDERAZIONI

Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni, forse troppo presto per morire.

Se la matematica non è un’opinione!

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Qualcuno ci vorrebbe così

Qualcuno ci vorrebbe così

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