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Archivio di maggio 2013


Da alcuni mesi è stato istituito un gruppo di lavoro sul tema della vasche di laminazione che vede coinvolti alcuni soggetti della vita pubblica senaghese, tra cui il comitato Senago Sostenibile.

Riteniamo che questo rappresenti un passo in avanti e un elemento positivo, al fine di sensibilizzare la cittadinanza su tale tema è prevista per domenica 26 maggio alle ore 14.30 una manifestazione sul luogo interessato dal progetto delle vasche di laminazione. Ci auguriamo che la cittadinanza intervenga numerosa!

Crediamo però che la direzione intrapresa dal gruppo di lavoro non sia del tutto efficace perché pone al centro della propria linea di azione il Canale Scolmatore di Nord-Ovest e il suo adeguamento previsto dalla Provincia, non solo rendendo questa ferita sul nostro territorio il cardine della propria ipotesi alternativa ma proponendo un ulteriore aumento della portata del canale.

Noi siamo convinti che i problemi vadano risolti con un’ottica lungimirante e non “posticipati”, prova ne è appunto  il “Canale Scolmatore di Nord Ovest”, che realizzato per risolvere il problema delle esondazioni, in realtà è servito solo a posticipare di qualche decennio il problema.

Nello specifico il comitato ritiene che la ricetta per una soluzione ottimale delle esondazioni sia basata su 3 pilastri tanto semplici quanto efficaci:

1) Individuare lungo il corso del Seveso tante piccole aree per favorire l’esondazioni controllate.

2) Intervenire per evitare che le acque di prima pioggia vengano versate direttamente in fognatura e da qui in pochi minuti raggiungano il corso del Seveso.

3) Intervenire sulla bonifica delle acque del Seveso.

Considerato inoltre che Senago contribuisce già concretamente “ospitando” da anni sul suo territorio il canale scolmatore, ci pare sacrosanto che anche gli altri comuni sul corso del Seveso, prima e dopo il canale scolmatore, si assumano la responsabilità di contribuire, ognuno per un pezzettino, alla risoluzione del problema.

A noi piacerebbe che il progetto per il riassetto idrico del Seveso potesse avere un approccio simile a quello che in Germania hanno avuto per risolvere il problema della Ruhr. Hanno pensato di realizzare qualcosa che nel futuro potesse avere un valore (non buchi o colate di cemento), sono intervenuti per risolvere i problemi ma anche per valorizzare il territorio.

Ci auspichiamo che questo viaggio intrapreso dal Gruppo di lavoro porti presto a valutare soluzioni più definitive e rispettose del territorio e dei cittadini che lo abitano!

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Tra Palazzolo Milanese e Varedo il  Canale Villoresi sottopassa tramite sifone i binari della Ferrovia Nord Milano e subito dopo il torrente Seveso.

Le acque del canale Villoresi sono quelle del Ticino che è un fiume la cui acqua è ritenuta pulita (*).Quelle del Seveso a giudicare dal colore e dall’odore si possono ritenere sporche o comunque con una qualità non sufficiente a ritenerle pulite.

Come si vede dalle foto, e sarebbe interessante capire il perchè , parte dell’acqua del Villoresi viene rilasciata nel Seveso.Il ruolo del Villoresi è quello di un canale per l’irrigazione …dei campi .In genere l’acqua non usata per l’irrigazione dovrebbe percorrere tutto il canale e quella poca che avanza confluire nell’Adda.

In questo caso una parte dell’acqua del Villoresi viene versata nel Seveso e l’effetto è anche positivo visto che per un tratto l’acqua pare meno torbida.

Poche centinaia di metri più a valle quest’acqua può procedere verso Milano  oppure essere deviata nel Canale Scolmatore Nord Ovest  (quando questo azzera o parzializza la portata del Seveso verso Milano)  con la possibilità di ritornare al Ticino con la qualità del Seveso….

(*) Che l’acqua del Ticino si possa ritenere ragionevolmente pulita è un fatto.Purtroppo nel percorrere il Canale Villoresi specie dopo il periodo di ‘asciutta’ invernale quest’acqua raccoglie un’interessante quantità di detriti presenti nell’alveo del canale che  si accumula in corrispondenza dei sifoni (nella foto quello in corrispondenza della FNM tra Varedo e Palazzolo) creando il ‘tappeto’ che si vede in foto.

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