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Archivio di febbraio 2014

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VASCHE di LAMINAZIONE e ADEGUAMENTO CSNO e GdiL Comune Senago

Come Comitato Senago Sostenibile abbiamo ritenuto positivo la costituzione del GdiL pensandolo come uno dei luoghi in cui elaborare nuove iniziative, sia di carattere tecnico che politico, per ottenere la sospensione delle decisioni riguardanti la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago.

Il ns contributo è stato sempre orientato alla massima collaborazione e contestualmente abbiamo sempre evidenziato come alcune linee di indirizzo, diventate preminenti se non addirittura esclusive, assunte dal GdL, come nel caso dell’estensione di un ulteriore tratto dell’adeguamento del CSNO, non avrebbero ottenuto, nella situazione data, il risultato di rimettere in discussione i principi su cui si basano le scelte di AIPO sulla regimentazione idraulica del torrente Seveso. Tanto è vero che nonostante l’accoglimento dei tecnici della Provincia di Milano non è seguito nessun atto deliberativo, relegando nella sostanza la proposta del GdL a semplice proposta progettuale, che tra l’altro è stata ritenuta non risolutiva da parte di AIPO e Regione Lombardia. Non siamo così ingenui da non riconoscere che la questione è preminentemente politica e nonostante tutti gli sforzi che prima il Comitato e d oggi l’Amministrazione sta facendo pare che la scelta sulla realizzazione delle vasche sia irrevocabile. Ma questo è il punto: o si riesce ad incidere sul livello politico o rischieremo di “abbaiare all’aria”. Ed è per questo che siamo rimasti “stupiti” della recente deliberazione di adozione del PGT, nel quale sono state inserite come previsione anche le vasche di laminazione.

La ns esperienza ci dice che le scelte TECNICHE derivano SEMPRE da scelte POLITICHE e quindi la responsabilità che il Consiglio Comunale si è assunto è quella di avere ABDICATO al proprio ruolo ed in spregio a deliberazioni che avevano impegnato su questo tema la Giunta Comunale.

Provate a confrontarvi con i cittadini Senaghesi su questo aspetto e vi renderete conto dell’errore politico che avete commesso. E tra l’altro senza neanche avere coinvolto il Gruppo di Lavoro. Noi abbiamo un’altra idea dei processi di partecipazione alla formazione delle decisioni. Pensiamo che le responsabilità politiche siano molto evidenti anche tra le forze politiche ai vari livelli ed in particolare della LEGA, che governa la regione Lombardia e del PD, che governa Milano.

Detto in parole povere riteniamo che, nonostante le prese di posizione a livello locale, nulla di concreto si sia fatto a livello politico, per riconfermare il diritto della ns. comunità a decidere sul futuro del proprio territorio.

Per queste motivazioni il ns. comitato comunica la decisone di non partecipare più come soggetto componente, al Gruppo di Lavoro.

Continueremo, come abbiamo sempre fatto in questi anni, ad esplorare tutte le vie possibile per evitare la realizzazione delle vasche di laminazione

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Importante passo in avanti dei comitati cittadini NO CANAL che si oppongono alla via d’acqua che avrebbe dovuto collegare il Naviglio Grande con l’area EXPO a Rho-Pero.

La via d’acqua non toccherà i parchi ad ovest: deviato il Villoresi

La via d’acqua sud, quella che doveva collegare il sito di Expo al Naviglio Grande, si farà. Ma non comporterà lavori nei parchi di Trenno, Boscoincittà e Cave, così come chiedono da mesi i cittadini e i residenti dei comitati “No canal”. E’ quanto è stato deciso da Giuseppe Sala (commissario unico di Expo 2015) dopo l’incontro definitivo con i tecnici del comune di Milano.

Sala ha comunque ribadito che le vie d’acqua sono un progetto strategico e prioritario. Il sito espositivo di Expo userà l’acqua per il sistema di raffreddamento: “In assenza di corsi d’acqua nelle vicinanze – ha spiegato Sala – si è deciso di deviare il Villoresi da nord, allo scopo di servire il canale che circonda l’area della manifestazione”. Sarà anche mantenuta l’idea di portare acqua aggiuntiva al sistema agricolo della provincia di Milano, come chiesto fortemente da Coldiretti.

Tra venti giorni è prevista la nuova proposta. Intanto Sala si è comunque lamentato degli “atti di illegalità, come azioni vandaliche e sabotaggi”, che si sono registrati nei cantieri. Dai comitati c’è una moderata soddisfazione: “Si premia la tenacia di chi da settimane presidia i parchi e blocca cantieri resistendo alle menzogne della controparte”, si legge su Facebook. Anche se è “inaccettabile che si parli di atti vandalici e sabotaggi quando all’atto pratico le forze dell’ordine hanno fermato i lavori perché il cantiere non era perfettamente a norma”. Cosa successa proprio in questi giorni in via Castellanza.

articolo Parchi Salvi su milanotoday
proteste cittadini e comitati ambientalisti su corriere.it

manifestazione 16 febbraio su milanotoday

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