Sottoscrivi il blog
Senago Sostenibile su facebook

Archivio Autore

Inseriamo il link delle riprese video del Convegno tenutosi a Bresso Sabato 18 Febbraio sul tema : Patto per il Seveso: tra EMERGENZA e RISPETTO per l’ambiente

Playlist Youtube del Convegno di Sabato 18 Febbraio



clicca l’immagine per ingrandirla

PrintFriendly

Se anche tu sei contrario alle realizzazione a Senago delle vasche di laminazione del fiume Seveso, copia il testo sottostante o personalizzalo e invia e fai inviare una mail ai seguenti destinatari:

segreteria_presidente@regione.lombardia.it

Viviana_Beccalossi@regione.lombardia.it

Paolo_Baccolo@regione.lombardia.it

Dario_Fossati@regione.lombardia.it

sindaco@comune.milano.it

decesaris@decesaris.it

assessore.decesaris@comune.milano.it

assessore.maran@comune.milano.it

Il Gruppo di Lavoro Vasche, i Comitati ed i Cittadini Senaghesi

esprimono

la loro ferma contrarietà alla realizzazione delle vasche di laminazione sul territorio di Senago, in quanto non risolutive del problema legato alle esondazioni del Fiume Seveso sul territorio di Milano.

Senago ha dimostrato, più volte ed in più occasioni, che tale contrarietà è esclusivamente rivolta al progetto in sé, sollevando al riguardo argomentazioni che hanno posto l´accento su molteplici criticità di inefficienza e di danni ambientali, nell´interesse della comunità senaghese e dei residenti della zona 9 di Milano. Si è più volte ribadita, invece, l´importanza di risolvere la questione idraulica attraverso soluzioni alternative.

L´Amministrazione di Senago ha proposto a Regione Lombardia soluzioni alternative al Progetto Aipo, altrettanto risolutive delle problematiche legate alle esondazioni della zona 9 di Milano: tali soluzioni alternative, tuttavia, non sono mai state prese in considerazione, vanificando il lavoro svolto dall´Ente.

Si evidenziano, inoltre, le criticità sollevate con riferimento all´interferenza tra l´acqua di pessima qualità contenuta nelle vasche di laminazione e la prima falda acquifera, nonostante si sia provveduto, nella fase di rilascio del decreto di VIA, all´innalzamento della stessa, portandola a m. 149 dal livello del mare. Resta ancora da affrontare la criticità relativa alla pessima condizione qualitativa sia delle acque che dei sedimenti che stazioneranno e si depositeranno nella vasca, argomento affrontato in fase di parere dell´Ente al decreto di VIA.

Per i rilievi sopra esposti, si ribadisce, pertanto, la contrarietà al progetto Aipo relativo alla realizzazione delle vasche di laminazione sul territorio di Senago.

PrintFriendly

VASCHE di LAMINAZIONE e ADEGUAMENTO CSNO e GdiL Comune Senago

Come Comitato Senago Sostenibile abbiamo ritenuto positivo la costituzione del GdiL pensandolo come uno dei luoghi in cui elaborare nuove iniziative, sia di carattere tecnico che politico, per ottenere la sospensione delle decisioni riguardanti la realizzazione delle vasche di laminazione a Senago.

Il ns contributo è stato sempre orientato alla massima collaborazione e contestualmente abbiamo sempre evidenziato come alcune linee di indirizzo, diventate preminenti se non addirittura esclusive, assunte dal GdL, come nel caso dell’estensione di un ulteriore tratto dell’adeguamento del CSNO, non avrebbero ottenuto, nella situazione data, il risultato di rimettere in discussione i principi su cui si basano le scelte di AIPO sulla regimentazione idraulica del torrente Seveso. Tanto è vero che nonostante l’accoglimento dei tecnici della Provincia di Milano non è seguito nessun atto deliberativo, relegando nella sostanza la proposta del GdL a semplice proposta progettuale, che tra l’altro è stata ritenuta non risolutiva da parte di AIPO e Regione Lombardia. Non siamo così ingenui da non riconoscere che la questione è preminentemente politica e nonostante tutti gli sforzi che prima il Comitato e d oggi l’Amministrazione sta facendo pare che la scelta sulla realizzazione delle vasche sia irrevocabile. Ma questo è il punto: o si riesce ad incidere sul livello politico o rischieremo di “abbaiare all’aria”. Ed è per questo che siamo rimasti “stupiti” della recente deliberazione di adozione del PGT, nel quale sono state inserite come previsione anche le vasche di laminazione.

La ns esperienza ci dice che le scelte TECNICHE derivano SEMPRE da scelte POLITICHE e quindi la responsabilità che il Consiglio Comunale si è assunto è quella di avere ABDICATO al proprio ruolo ed in spregio a deliberazioni che avevano impegnato su questo tema la Giunta Comunale.

Provate a confrontarvi con i cittadini Senaghesi su questo aspetto e vi renderete conto dell’errore politico che avete commesso. E tra l’altro senza neanche avere coinvolto il Gruppo di Lavoro. Noi abbiamo un’altra idea dei processi di partecipazione alla formazione delle decisioni. Pensiamo che le responsabilità politiche siano molto evidenti anche tra le forze politiche ai vari livelli ed in particolare della LEGA, che governa la regione Lombardia e del PD, che governa Milano.

Detto in parole povere riteniamo che, nonostante le prese di posizione a livello locale, nulla di concreto si sia fatto a livello politico, per riconfermare il diritto della ns. comunità a decidere sul futuro del proprio territorio.

Per queste motivazioni il ns. comitato comunica la decisone di non partecipare più come soggetto componente, al Gruppo di Lavoro.

Continueremo, come abbiamo sempre fatto in questi anni, ad esplorare tutte le vie possibile per evitare la realizzazione delle vasche di laminazione

PrintFriendly


Da alcuni mesi è stato istituito un gruppo di lavoro sul tema della vasche di laminazione che vede coinvolti alcuni soggetti della vita pubblica senaghese, tra cui il comitato Senago Sostenibile.

Riteniamo che questo rappresenti un passo in avanti e un elemento positivo, al fine di sensibilizzare la cittadinanza su tale tema è prevista per domenica 26 maggio alle ore 14.30 una manifestazione sul luogo interessato dal progetto delle vasche di laminazione. Ci auguriamo che la cittadinanza intervenga numerosa!

Crediamo però che la direzione intrapresa dal gruppo di lavoro non sia del tutto efficace perché pone al centro della propria linea di azione il Canale Scolmatore di Nord-Ovest e il suo adeguamento previsto dalla Provincia, non solo rendendo questa ferita sul nostro territorio il cardine della propria ipotesi alternativa ma proponendo un ulteriore aumento della portata del canale.

Noi siamo convinti che i problemi vadano risolti con un’ottica lungimirante e non “posticipati”, prova ne è appunto  il “Canale Scolmatore di Nord Ovest”, che realizzato per risolvere il problema delle esondazioni, in realtà è servito solo a posticipare di qualche decennio il problema.

Nello specifico il comitato ritiene che la ricetta per una soluzione ottimale delle esondazioni sia basata su 3 pilastri tanto semplici quanto efficaci:

1) Individuare lungo il corso del Seveso tante piccole aree per favorire l’esondazioni controllate.

2) Intervenire per evitare che le acque di prima pioggia vengano versate direttamente in fognatura e da qui in pochi minuti raggiungano il corso del Seveso.

3) Intervenire sulla bonifica delle acque del Seveso.

Considerato inoltre che Senago contribuisce già concretamente “ospitando” da anni sul suo territorio il canale scolmatore, ci pare sacrosanto che anche gli altri comuni sul corso del Seveso, prima e dopo il canale scolmatore, si assumano la responsabilità di contribuire, ognuno per un pezzettino, alla risoluzione del problema.

A noi piacerebbe che il progetto per il riassetto idrico del Seveso potesse avere un approccio simile a quello che in Germania hanno avuto per risolvere il problema della Ruhr. Hanno pensato di realizzare qualcosa che nel futuro potesse avere un valore (non buchi o colate di cemento), sono intervenuti per risolvere i problemi ma anche per valorizzare il territorio.

Ci auspichiamo che questo viaggio intrapreso dal Gruppo di lavoro porti presto a valutare soluzioni più definitive e rispettose del territorio e dei cittadini che lo abitano!

PrintFriendly

Da settimana scorsa nei prati intorno al canale scolmatore in zona Via De Gasperi è attiva una perforatrice cingolata, un macchinario per effettuare dei carotaggi nel terreno.

Perforatrice Cingolata

I carotaggi vengono effettuati per scoprire l’esatta composizione del terreno alle diverse profondità. Questo tipo di indagine è necessaria per evitare di trovarsi di fronte a qualche sorpresa. Infatti è proprio in questo pratone, in prossimità del canale scolmatore che intendono scavare fino alla profondità di 32 metri per realizzare un enorme invaso da riempire con oltre un milione di metri cubi di acqua inquinata del Seveso.

Carotaggi del terreno

Ai limiti della pista ciclabile lungo il CSNO, in direzione del campo volo di Castellazzo, appena prima del ponticello sul Pudiga è possibile vedere i contenitori riempiti con la terra raccolta alle diverse profondità. Ed è possibile leggere :

Comm. AIPO    Loc. SENAGO    Sond. S5    Cassa 1        0-5m
Comm. AIPO     Loc. SENAGO     Sond. S5     Cassa 2     5-10m
Comm. AIPO     Loc. SENAGO     Sond. S5     Cassa 3     10-15m

 

Ora è il momento di alzare il livello di attenzione, tutti i cittadini devono essere coscienti che se non ci si muove i lavori per la realizzazione delle vasche a brevissimo inizieranno, infatti la mancanza di un organo politico in Regione Lombardia ha permesso una brusca accelerazione dei lavori da parte dei tecnici.

Il COMITATO SENAGO SOSTENIBILE rinnova l’invito a tutti i partiti ed a tutte le associazioni affinché la mobilitazione contro la realizzazione delle vasche sia la più ampia possibile, noi siamo disponibili alla collaborazione con chiunque sia in grado di raggiungere gli abitanti di Senago.

E’ giunto il momento di far sentire la nostra protesta.

A proposito del Pudiga, ecco un foto che evidenzia lo stato di abbandono in cui versa. Noi siamo sicuri che qualche anno dopo la realizzazione delle vasche a Senago, in barba a tutte le promesse e a tutti i rendering, anche le sponde delle vasche si presenteranno nelle stesse condizioni di degrado.

PrintFriendly

A noi piacerebbe che il progetto per il riassetto idrico del Seveso potesse avere un approccio simile a quello che in Germania hanno avuto per risolvere il problema della Ruhr. Hanno pensato di realizzare qualcosa che nel futuro potesse avere un valore -non buchi o colate di cemento-, sono intervenuti per risolvere i problemi, ma anche per valorizzare il territorio. Noi siamo convinti che i problemi vadano risolti, e non “posticipati”, prova ne è il “Canale Scolmatore di Nord Ovest”, realizzato per risolvere il problema delle esondazioni, in realtà il progetto è servito solo a posticipare di qualche decennio il problema. Dal 2005 ad oggi ci sono state ben 6 esondazioni a Niguarda con il Seveso chiuso e completamente deviato nel CSNO all’altezza di Palazzolo.
Non ha alcun senso realizzare delle opere che non siano quanto di più risolutivo e moderno nel momento in cui si realizzano, non ha alcun senso realizzare ipotetici studi con portata “a 100 anni” per poi fare finta di niente e dimenticarsi del problema.
Il nostro invito, dopo aver letto ed approfondito gli articoli e dopo avere visto le immagini, è quello di chiudere per qualche secondo gli occhi e ripassare mentalmente le immagini del canale scolmatore, delle cave di Senago, del torrente Seveso.

La Storia

Emscher park è una vasta area della Ruhr in corso di radicale trasformazione con l’obiettivo principale di realizzare un parco naturalistico. Buona parte delle opere previste sono già realizzate. Il coordinamento progettuale è stato svolto dal 1991 al 1999 da IBA Emscher Park, società di consulenza creata con lo scopo di realizzare una progettazione partecipata con i numerosi gruppi sociali e imprenditoriali presenti nell’area.

La precedente omogeneità industriale dell’area ha consentito di superare eventuali discordanze tra le varie comunità. L’immagine industriale è stata rovesciata in immagine paesaggistica: il paesaggio, la trasformazione della sua immagine, ha agito sui desideri dell’intera popolazione dell’Emscher facendo crescere la volontà delle diverse comunità locali di inserirsi nel processo di riqualificazione.

Il Parco Paesaggistico dell’Emscher ricopre un’area di circa 320 Kmq, che rappresenta più di un terzo della superficie complessiva della regione della Ruhr (800 Kmq).

Dalla metà del 1800 il distretto Ruhr divenne una delle più importanti aree produttive d’Europa, specializzata nell’attività estrattiva e siderurgica. Nel giro di poco più di un secolo gli abitanti passarono da circa 300 mila nel 1820, a 5,7 milioni nel 1965; le miniere esistenti arrivarono ad estrarre circa 124 milioni di tonnellate di carbone l’anno.

Tra il 1960 e il 1980 l’area ha subito un rovinoso declino industriale lasciando dietro di sé una profonda crisi sociale, con un elevatissimo tasso di disoccupazione, un grave inquinamento della terra e delle falde acquifere, edifici industriali dismessi.

Cosituzione di IBA Emscher Park

Il Land, il governo regionale del Nordrhein-Westfalen, ha istituito IBA Emscher Park per affrontare il complesso tema della riqualificazione dell’area.

IBA (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura) si è profondamente innovata nella sua natura giuridica e organizzativa per poter affrontare un compito tanto complesso

L’IBA Emscher Park è una società a responsabilità limitata, sottoposta all’autorità di un collegio sindacale, composta di un consiglio di amministrazione (rappresentanti della politica, dell’economia, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste) e da un comitato di coordinamento (ministro dell’urbanistica e dei trasporti, rappresentanti della regione, dei comuni principali, degli ordini professionali e da singoli professionisti. Il personale è composto da trenta dipendenti guidati da un direttore esecutivo e da sei direttori scientifici specializzati per ogni area d’intervento. La sede della società fu collocata nell’area.

L’aspetto rilevante che ne fa una “buona pratica” è che L’IBA non ha avuto potere giuridico-legale nè ha distribuito finanziamenti, né si è costituita come autorità per la pianificazione. Si è configurata come un’agenzia di consulenza, ha svolto il ruolo di programmatore concertativo e partecipativo mettendo allo stesso tavolo gruppi sociali, gruppi ambientalisti, progettisti, imprenditori.

L’avvio del programma di lavoro, fu varato dal governo del “Land”, invitando le diverse parti sociali a presentare progetti, idee ed opinioni riguardanti l’area. Essi provenivano dalle diverse città della regione, da studi associati di ingegneria, architettura, gruppi di studenti, associazioni ambientaliste e da gruppi di cittadini interessati all’argomento. Di 350 progetti presentati oltre 70 sono stati inseriti nel programma, evidenziando il ruolo di consulenza concertativa dell’IBA.

Il programma è stato suddiviso in sette linee d’intervento (o progetti guida).
1: il parco paesaggistico dell’Emscher
2. il riassetto del sistema idrogeologico dell’Emscher
3: il recupero del canale Rhein-Hern
4: monumenti industriali come testimonianze storiche
5: lavorare nel parco
6: edilizia residenziale
7: nuove proposte per attività sociali e culturali

vai all’articolo…

PrintFriendly

Domenica 30 settembre si è tenuta a Senago l’iniziativa promossa da Legambiente “Puliamo il Mondo”.
Il comitato Senago Sostenibile si è fatto promotore di questa campagna che quest’anno aveva come tema i nostri fiumi.
Ci sarebbe piaciuto molto poterci concentrare sull’area dello scolmatore per sottolineare ancora una volta come questa infrastruttura sia una grande cicatrice che segna il nostro territorio, e di come questo elemento abbia bisogno di un occhio di riguardo da parte di tutti, affinché possa ancor di più trasformarsi da luogo di degrado a luogo di intrattenimento godibile dalla cittadinanza.
Purtroppo tale area è di pertinenza demaniale e non abbiamo ottenuto i permessi per poterci lavorare, abbiamo così deciso, in accordo con altri gruppi di cittadini, di organizzare due percorsi:
il primo aveva come obbiettivo la pulizia di alcune aree verdi di Senago: il giardino di p.za Aldo Moro, il Parco di Villa Sioli ed il Parco di Villa Monzini;
il secondo, concentrato sul quartiere Mascagni, con partenza da via Benedetto Croce (angolo via Mascagni) ed un percorso che si snodava lungo Via per Cesate.

Hanno preso parte all’iniziativa una ventina di cittadini volenterosi. Il bottino più cospicuo lo ha raccolto il gruppo che ha battuto la Via per Cesate che, grazie alla “buona educazione” ed al “senso civico” di quelli che trattano i boschi come una discarica, ha trovato copertoni di auto, trolley, cavi elettrici, latte di vernice ed altri generi di rifiuti ingombranti, raccogliendo in tutto una cinquantina di sacchi.

Di curioso trovato dal gruppo dei giardini è stato solo un carrello della spesa del supermercato famila abbandonato nel parco di Villa Sioli.

Altre iniziative analoghe sono previste anche per i prossimi mesi, cercheremo di rendere periodico l’appuntamento, annunciando con anticipo l’iniziativa sul sito.
Invitiamo i volenterosi ad unirsi a noi.

PrintFriendly

Pubblichiamo copia della

Interrogazione Urgente in Provincia di Milano sul CanaleScolmatore e Vasche di laminazione a Senago presentata dal Consigliere Massimo Gatti (leggi qui –> .pdf).

Continueremo a tenervi aggiornati sull’evolvere della situazione.

PrintFriendly

guarda il volantino

Lo straordinario successo dei referendum su acqua e energia compie un anno.

Il 13 giugno, in tutta Italia, i movimenti referendari tornano in piazza per ricordare il successo dei referendum e denunciare le mancate risposte della politica nazionale e delle amministrazioni locali. A MIlano, cinque giorni di mobilitazione in difesa del voto referendario.

dal 13 al 17 Giugno
Acqua e energia
A un anno dal referendum il mio voto va rispettato!

Cinque Giornate di informazione, dibattito, confronto su tutto quello che è successo e non è successo rispetto alle scelte referendarie.

via Dante, angolo via Giulini
ore 17-20

13 giugno: Rispettare i Referendum, rispettare la democrazia!
14 giugno: Terra, bene comune.
15 giugno: Acqua, bene comune.
16 giugno: Aria, bene comune.
17 giugno: Sole, bene comune.

Ci saranno sportelli aperti su energia, consumo critico, immigrazione; incontri di alfabetizzazione alla finanza a cura del GIT Milano di Banca Etica; presentazione di libri sui beni comuni.

ORGANIZZATO DA ASSOCIAZIONE ENERGIA FELICE E COMITATO MILANESE ACQUA PUBBLICA

Ad un anno dal successo straordinario dei Referendum, siamo purtroppo nella condizione di dover denunciare l’assenza di ogni risposta, da parte dell’esecutivo come da parte delle amministrazioni locali, alle scelte di indirizzo espresse dai 27 milioni di cittadini che li hanno votati. Attraverso l’abrogazione dell’articolo 23bis (1° quesito) e del DL 112/2008 (3° quesito), la maggioranza dei cittadini si è espressa per la gestione pubblica e partecipata dei servizi pubblici essenziali e contro la costruzione di centrali nucleari. Eppure, nei mesi successivi e fino a questi giorni, si sono susseguite norme che hanno teso a rendere di nuovo obbligatoria la privatizzazione dei servizi, promettendo anche incentivi ai Comuni che li privatizzeranno, mentre nulla è stato fatto per chiudere i nuovi piani e mettere in sicurezza il vecchio nucleare. Le scelte espresse attraverso i referendum sembrano non contare nulla, sono ignorate e perfino contraddette dalle decisioni politiche nazionali e regionali, così come dai progetti che alcuni grandi Comuni portano avanti. Due esempi per tutti:

il Comune di Roma vuole vendere ACEA, i Comuni di Milano e Torino progettano insieme una grande Multiutility del Nord.

La Multiutility si costruirebbe sulla fusione di Iren e A2A per poi estendersi ad HERA e altre società, creando una grande impresa di servizi da cui i Comuni si ritirerebbero a favore di una maggiore partecipazione di soci privati. L’obiettivo è di riunire i servizi di tutto il Nord in un “grande polo energetico capace di competere sul piano internazionale”. Energia, acqua e rifiuti delle nostre città sarebbero gestiti da managers liberati dal controllo dei Comuni ma soggetti al controllo delle banche, le sole in grado di garantire capitale fresco per finanziare società oggi oberate da debiti per almeno 6-7miliardi. Alcuni Consigli comunali, come quello di Genova, si sono già espressi contro il progetto, ma Milano che pure l’ha lanciato insieme con Torino non ne ha ancora discusso né in Giunta né in Consiglio comunale. La creazione di multiutility sempre più grandi e sempre più lontane dai territori su cui agiscono non è solo, a nostro avviso, una scelta fallimentare come dimostrano i bilanci in rosso di A2A, Iren, Hera ecc., ma è soprattutto una scelta pericolosa che estrometterebbe i Comuni dalla responsabilità sui servizi e pregiudicherebbe la possibilità di costruire infrastrutture decentrate per un modello energetico diffuso, pulito, legato al territorio.

Nonostante i Referendum, si continua dunque a proporre come “unica possibile” sempre la stessa soluzione: vendere servizi essenziali per coprire buchi di bilancio. 27 milioni di voti hanno scelto una via esattamente opposta:
i beni comuni gestiti sul territorio da imprese totalmente pubbliche con la partecipazione della cittadinanza;
i servizi idrici sottratti alla remunerazione del capitale;
l’abbandono di ogni piano nucleare a favore di modalità di conversione ecologica basata su efficienza energetica e sviluppo delle fonti rinnovabili.
Sono gli stessi principi affermati dalle Proposte di Legge d’Iniziativa Popolare presentate da tempo al Parlamento.

• Chiediamo che il Parlamento prenda in esame le DUE PROPOSTE DI LEGGE D’INIZIATIVA POPOLARE, quella per la Tutela, governo e gestone pubblica delle acque, presentata nel 2007, e quella per lo Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima, presentata nel 2010.

• Chiediamo che il Comune di Milano abbandoni la via pericolosa e antidemocratica della Multiutility del Nord, che apra Tavoli di lavoro per affrontare il ridisegno dei servizi idrici, energetici e dei rifiuti in modo partecipato, trasparente, aperto al confronto con la cittadinanza, che faccia propria la volontà referendaria di gestire questi servizi nel territorio, attraverso strutture pubbliche o ripubblicizzate e con modalità di effettiva partecipazione.

PrintFriendly

Ecco il comunicato Stampa del Comitato Piùlimbiatemenocemento relativo all’incontro che hanno avuto in provincia per avere notizie del depuratore di fanghi di Cesano.

PrintFriendly