CON GLI OCCHI PUNTATI AL PASSATO

Sfogliando la documentazione disponibile sul sito comunale e relativa  al PGT (ovvero il Piano di Governo del Territorio) riferito a Senago fa un certo effetto la piantina del paese risalente al 1969 e che si vede qui sotto.

In alto a sinistra si nota uno svincolo stradale di una sorta di superstrada che da Milano girando intorno a Senago proseguiva verso nord ovest. Erano i tempi in cui il futuro lo si pianificava a misura d’auto . Oggi ….è lo stesso

La superstrada è rimasta sulla carta (qualcosa forse rimane nei dintorni della città satellite).Per Senago oltre al grande  svincolo in alto se ne intuisce un altro nell’area Isolino o dintorni.Il presente ci mostra che quanto  ipotizzato nel passato ha trovato parziale realizzazione come  SP 119  aprendo una grossa cicatrice nel Parco Groane  dalla Rotonda De Gasperi al forno Hoffman e poi verso Garbagnate.

Il prossimo pezzo ,la tangenziale sud, dovrebbe fare lo slalom da Rotonda De Gasperi attraverso il rione Papa Giovanni ed approdare ad una rotonda in Via Farini in quel di Cascina Nuova.Un pò nel mezzo di nulla in quanto ben lontani da arterie quali la ex statale dei Giovi (che diventerà qualcosa di diverso vista l’intenzione di realizzare la tranvia in mezzo alla sede stradale) e verso est Paderno con la sua via di scorrimento che taglia in due il paese e arriva alla Milano Meda Lentate.

Avremo quindi :

un altro pezzo di strada (magari  ’abbellito’ in forma di park-way visto che taglierebbe aree non edificate e forse verdi) che gira attorno al paese consumando un altro bel pò di suolo (magari con un corredo di parcheggi ed ulteriori strade di accesso)

-una capacità di snellire un traffico locale che la viabilità locale (se integrata con ciclabili e marciapiedi adeguati) potrebbe continuare a gestire senza incentivare l’uso dell’auto anche per spostamenti di poche centinaia di metri.

-una capacità di ATTIRARE TRAFFICO  (più che altro di transito) togliendo Senago da quell’isolamento (dato dall’assenza di grosse arterie di traffico e strade ferrate) che potrebbe conservargli un futuro da paese non tutto cementificato .

Il disegno(tratto dai documenti citati ad inizio articolo) qui sotto riporta in color fucsia tratteggiato il tracciato della Tangenziale ‘attorno’ a Senago

Viene da chiedersi il perché e se non esistano altri modi di conciliare la mobilità col territorio senza tappezzarlo di strade la cui necessità non è così evidente.

Evitando di realizzare questo ulteriore pezzo di tangenziale  di Senago (sia pure denominato SP119) già un intervento più limitato sulla viabilità esistente verso sud permetterebbe di  indirizzare il traffico verso la SP46 Rho-Monza che è una strada  priva di incroci (se escludiamo due anacronistiche rotonde a Bollate e  Baranzate ed un innesto con la Milano Meda da rifare speriamo interrato) che connette autostrade,superstrada Milano Meda ,la prossima Pedemontana e la tangenziale nord di Milano. Non va dimenticato che per l’evento Expo la SP46 verrà riqualificata ad uno standard autostradale .

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2 risposte a CON GLI OCCHI PUNTATI AL PASSATO

  1. Marco scrive:

    quando si parla di sostenibilita’ non si puo’ guardare solo il proprio orticello, il proprio rione o il proprio comune, sono completamente d’accordo che dovremo rivedere il concetto di mobilita’, ragion per cui non e’ veicolandolo il traffico verso le gia’ congestionate arterie delle Rho-Monza che risolviamo il problema. Inoltre le citate anacronitiche rotonde di Baranzate sono oggetto di discussione proprio perche’ ormai sono intransitabili (ci sarebbe voluto un interramento e sarebbe necessario ora) ma proprio come questo articolo evidenziava invece sarebbe necessario una revisione totale della mobilita’ con le forme piu’ eco-sostenibili (es. piste ciclabili, pedonali, potenziamento rete trasporto pubblico) per riprenderci il nostro spazio il nostro modo di vivere sia esso a Senago che Bollate o Baranzate

    • michele scrive:

      Che la Rho Monza ci sia è una realtà.Che sia congestionata è dato anche dalla presenza di colli di bottiglia che lungo il percorso ne penalizzano la capacità .Rimuovendo questi colli di bottiglia la capacità di questa arteria aumenta e questo incremento può andare,non all’infino, a vantaggio della mobilità quantomeno in senso qualitativo.Mi sembra che la riqualificazione vada in questo senso anche se penso che sarebbe (o sarebbe stato) più corretto realizzare una simile arteria con soluzioni per renderla la meno invasiva possibile nei confronti del territorio che attraversa (ad esempio una soluzione in galleria un pò come s’è fatto in molti paesini in Alto Adige ). Tutto questo ha un costo ma le risorse che ci sono sarebbe meglio concentrarle lì piuttosto che dotare ogni comune della propria tangenzialina .
      Questo approccio si può applicare a molte strutture polverizzate sul territorio quali impianti sportivi,teatri piattaforme ecologiche,scuole,strutture sanitarie …dove ‘piccolo’ non è sinonimo di bello e che sono ‘orticelli ‘ costosi e spesso inefficenti.
      In senso quantitativo c’è da pensare come ridurre il numero di auto e di evitare la proliferazione di strade e di parcheggi. Le piste ciclopedonali sono un argomenti presente nel programma di ogni formazione politica e purtroppo la loro diffusione si misura in metri costruiti (spesso un pezzo qui ed uno là senza un criterio di rete) e non chilometri. I trasporti pubblici ci sono ma spesso si vedono viaggiare strapieni di studenti da e per le scuole e semivuoti nel resto della giornata.Questo non è razionale perchè un mezzo pubblico deve fondare la sua attrattiva su frequenza,rapidità e la possibilità di raggiugere i punti di interesse del territorio e quelli di interscambio con metro e ferrovia regionale.
      Se si pensa di risolvere il problema con i parcheggi di interscambio il trasporto pubblico locale sarà sempre una cenerentola ed i parcheggi fioriranno al posto degli orticelli (quelli veri per la frutta e verdura a km O) visto che la logica delle auto è sempre la favorita ed il conto lo paga il territorio ed i suoi abitanti. Certamente non è pensabile fare a meno dell’automobile (salvo che un cataclisma ci costringa a farlo) ma penso sia ragionevole non arrivare ad averne quasi una a testa per comodità e mancanza di alternative
      Cordiali Saluti

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