Ecco un progetto di riassetto idrico “SERIO”

A noi piacerebbe che il progetto per il riassetto idrico del Seveso potesse avere un approccio simile a quello che in Germania hanno avuto per risolvere il problema della Ruhr. Hanno pensato di realizzare qualcosa che nel futuro potesse avere un valore -non inguardabili colate di cemento-, sono intervenuti per risolvere i problemi, ma anche per valorizzare il territorio. Noi siamo convinti che i problemi vadano risolti, e non “posticipati”, prova ne è il “Canale Scolmatore di Nord Ovest”, realizzato per risolvere il problema delle esondazioni, in realtà il progetto è servito solo a posticipare di qualche decennio il problema. Dal 2005 ad oggi ci sono state ben 6 esondazioni a Niguarda con il Seveso chiuso e completamente deviato nel CSNO all’altezza di Palazzolo.
Non ha alcun senso realizzare delle opere che non siano quanto di più risolutivo ci possa essere al momento in cui si realizzano, non ha alcun senso realizzare ipotetici studi con portata “a 100 anni” per poi fare finta di niente e dimenticarsi del problema.
Il nostro invito, dopo aver letto ed approfondito gli articoli e dopo avere visto le immagini, è quello di chiudere per qualche secondo gli occhi e ripassare mentalmente le immagini del canale scolmatore, delle cave di Senago, del torrente Seveso.

Ecco un articolo del sito “Osservatorio Città Sostenibili” che descrive l’intervento effettuato sul fiume Emscher nel distretto della Ruhr in Germania.


Il bacino industriale della Ruhr è stato l’oggetto di un ciclopico lavoro di recupero, avviato negli anni tra il 1989 ed 1999 dal governo regionale (Land) della Renania-Westfalia, in collaborazione con un organo d’intervento d’eccezione: l’IBA Emscher Park.

Appena centocinquant’anni fa il bacino della Ruhr era un avvallamento paludoso, con pochi abitanti e con nuclei urbani, che non superavano i 500 residenti. Fu a partire dalla metà del 1800 che questo centro divenne uno dei più importanti poli produttivi d’Europa, specializzato nell’attività estrattiva e in quella siderurgica. Nel giro di poco più di un secolo il territorio subì una profonda trasformazione: su una superficie di 4.432 Kmq, gli abitanti passarono da circa 300 mila nel 1820, a 5,7 milioni nel 1965; le miniere esistenti arrivarono, nel 1956, ad estrarre circa 124 milioni di tonnellate di carbone all’anno.

In questa regione, in cui tutto era funzionale all’attività estrattiva e siderurgica, il sistema delle infrastrutture costituiva la spina dorsale indispensabile al funzionamento del sistema produttivo.

Sulle terre della Nord-Westfalia i percorsi autostradali si snodano per 451 km, le autostrade per 839 km e le strade urbane per 15.200 km. La rete dei canali navigabili raggiunge una lunghezza complessiva di 272 km, il trasporto via acqua può contare su 31 porti industriali.

Con l’aggiunta del sistema ferroviario, il panorama della consistenza delle infrastrutture raggiunge complessivamente l’8,5% dell’intero territorio.

Il successivo periodo di declino, che ha interessato una dopo l’altra, tra il 1960 e il 1980, tutte le grandi industrie minerarie e siderurgiche del bacino della Ruhr, ha lasciato dietro di sé una scia di distruzione d’immani dimensioni.

La regione dell’Emscher si presentava in uno stato di massimo degrado sotto molti aspetti. L’iper-specializzazione del sistema produttivo aveva conformato a questo scopo l’intera struttura sociale e territoriale della regione; i nuclei urbani non crescevano attorno alla cattedrale o al municipio, ma attorno agli stabilimenti ed alle miniere. Il paesaggio che ne rimaneva era fittamente cosparso di colline di scorie industriali, tracciati ferroviari, fabbriche dismesse, strade senza uscita, il tutto corredato da uno sviluppo urbanistico generale assai disordinato e frammentario. Una delle più pesanti eredità lasciate in “dote” al territorio della valle dell’Emscher dal precedente passato industriale, era costituita dallo stato di avanzato e diffuso inquinamento che rendeva l’ambiente simile ad un pericoloso campo minato. Il degrado delle condizioni atmosferiche è ben esemplificato dalla frase pronunciata da Willy Brandt nel 1961: “Il cielo sopra il Distretto della Ruhr deve tornare ad essere di nuovo blu!”

Prima dei grandi stravolgimenti, il corso meandreggiante del fiume Emscher, costituiva la struttura naturale portante dell’intera regione. I numerosi corsi d’acqua che affluivano in esso, collaboravano a formare il ricco assetto idrologico del bacino fluviale. Il successivo destino del fiume Emscher, divenne tristemente noto in tutto il mondo, a causa della gravità del livello d’inquinamento raggiunto: il suo corso naturale, infatti, era stato trasformato in un lungo scarico pubblico a cielo aperto; anche i suoi diversi affluenti, tra cui in particolare il trafficatissimo canale del Rhein-Hern, subirono una simile sorte.

La devastazione territoriale, paesaggistica ed ecologica, fu ovviamente accompagnata dal decadimento della struttura sociale, il cui funzionamento era interamente fondato sui cicli di produzione dell’attività estrattiva e siderurgica. Il sistema produttivo ed economico che garantiva la sussistenza ai cinque milioni di abitanti, venne rapidamente a mancare, determinando negli anni successivi, un tasso di disoccupazione tra i più allarmanti del Paese.

L’immensa problematica che opprimeva questa vasta regione da alcuni decenni, di natura: urbanistica, territoriale, ecologico-naturalistica, sociale e culturale, è stata affrontata con grande coraggio e nella sua globalità e complessità, dal “Land”, il governo regionale del Nordrhein-Westfalen, che per l’occasione ha istituito un organo d’intervento eccezionale: l’Internationale Bauausstellung Emscher Park o IBA Emscher Park.

Per affrontare il problema dell’ Emscher Park, la veste tradizionale dell’IBA (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura) venne completamente rivoluzionata, nel tentativo di adattarla alla complessità del nuovo compito.

La natura giuridica, il tipo di organizzazione e di ruolo che l’IBA Emscher Park ha assunto e svolto nel decennio della sua attività, presentano numerosi caratteri innovativi, profondamente estranei non solo alla precedente attività dell’IBA, ma anche ad altri simili organismi operanti nel vasto panorama internazionale. leggi tutto l’articolo…


Ecco un altro articolo dal sito “Spazio Pubblico”

La Storia

Emscher park è una vasta area della Ruhr in corso di radicale trasformazione con l’obiettivo principale di realizzare un parco naturalistico. Buona parte delle opere previste sono già realizzate. Il coordinamento progettuale è stato svolto dal 1991 al 1999 da IBA Emscher Park, società di consulenza creata con lo scopo di realizzare una progettazione partecipata con i numerosi gruppi sociali e imprenditoriali presenti nell’area.

La precedente omogeneità industriale dell’area ha consentito di superare eventuali discordanze tra le varie comunità. L’immagine industriale è stata rovesciata in immagine paesaggistica: il paesaggio, la trasformazione della sua immagine, ha agito sui desideri dell’intera popolazione dell’Emscher facendo crescere la volontà delle diverse comunità locali di inserirsi nel processo di riqualificazione.

Il Parco Paesaggistico dell’Emscher ricopre un’area di circa 320 Kmq, che rappresenta più di un terzo della superficie complessiva della regione della Ruhr (800 Kmq).

Dalla metà del 1800 il distretto Ruhr divenne una delle più importanti aree produttive d’Europa, specializzata nell’attività estrattiva e siderurgica. Nel giro di poco più di un secolo gli abitanti passarono da circa 300 mila nel 1820, a 5,7 milioni nel 1965; le miniere esistenti arrivarono ad estrarre circa 124 milioni di tonnellate di carbone l’anno.

Tra il 1960 e il 1980 l’area ha subito un rovinoso declino industriale lasciando dietro di sé una profonda crisi sociale, con un elevatissimo tasso di disoccupazione, un grave inquinamento della terra e delle falde acquifere, edifici industriali dismessi.

Cosituzione di IBA Emscher Park

Il Land, il governo regionale del Nordrhein-Westfalen, ha istituito IBA Emscher Park per affrontare il complesso tema della riqualificazione dell’area.

IBA (Mostra Internazionale di costruzioni e architettura) si è profondamente innovata nella sua natura giuridica e organizzativa per poter affrontare un compito tanto complesso

L’IBA Emscher Park è una società a responsabilità limitata, sottoposta all’autorità di un collegio sindacale, composta di un consiglio di amministrazione (rappresentanti della politica, dell’economia, dei sindacati e delle associazioni ambientaliste) e da un comitato di coordinamento (ministro dell’urbanistica e dei trasporti, rappresentanti della regione, dei comuni principali, degli ordini professionali e da singoli professionisti. Il personale è composto da trenta dipendenti guidati da un direttore esecutivo e da sei direttori scientifici specializzati per ogni area d’intervento. La sede della società fu collocata nell’area.

L’aspetto rilevante che ne fa una “buona pratica” è che L’IBA non ha avuto potere giuridico-legale nè ha distribuito finanziamenti, né si è costituita come autorità per la pianificazione. Si è configurata come un’agenzia di consulenza, ha svolto il ruolo di programmatore concertativo e partecipativo mettendo allo stesso tavolo gruppi sociali, gruppi ambientalisti, progettisti, imprenditori.

L’avvio del programma di lavoro, fu varato dal governo del “Land”, invitando le diverse parti sociali a presentare progetti, idee ed opinioni riguardanti l’area. Essi provenivano dalle diverse città della regione, da studi associati di ingegneria, architettura, gruppi di studenti, associazioni ambientaliste e da gruppi di cittadini interessati all’argomento. Di 350 progetti presentati oltre 70 sono stati inseriti nel programma, evidenziando il ruolo di consulenza concertativa dell’IBA.

Il programma è stato suddiviso in sette linee d’intervento (o progetti guida).
1: il parco paesaggistico dell’Emscher
2. il riassetto del sistema idrogeologico dell’Emscher
3: il recupero del canale Rhein-Hern
4: monumenti industriali come testimonianze storiche
5: lavorare nel parco
6: edilizia residenziale
7: nuove proposte per attività sociali e culturali
vai all’articolo…

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