Articoli marcati con tag ‘esondazione’
Il Seveso? È un fiumiciattolo che ogni tanto la fa fuori dal vaso. Solo che questo torrentucolo brianzolo (una portata che non supera i due metri cubi al secondo) la fa fuori spesso. Si chiama esondazione. Ed in settembre l’esondazione del Seveso è stata la terza in poco più di un mese, provocando il blocco del quartiere Niguarda e gravi danni alle linee 3 e 5 della metropolitana.E danni anche ad edicole e bar. Regina Meroni, titolare dell’edicola alla stazione Sondrio, la più martoriata dall’esondazione del Seveso, ha ora riaperto ma con una zavorra: i mancati incassi. Dice: «Tremila euro». E proprio sul caso di Regina un dipendente della Libreria Don Bosco Elledici di Milano, via Melchiorre Gioia 62, Mario, ha scritto una lettera ad Umberto Ambrosoli e Benedetta Tobagi segnalando una piccola storia di solidarietà milanese. Scrive: “La chiusura della metropolitana gialla per alcuni giorni ha causato, gioco forza, anche la chiusura dell’edicola della fermata di Sondrio, quella che utilizzo. Solo che le bollette e i pagamenti per Regina sono continuati ad arrivare. Lei ha chiesto come fare non ottenendo risposta da nessun ente. L’Atm la rimanda al Comune, il Comune non risponde per nulla. Insomma, si rimpallano le responsabilità. Ed allora in favore di Regina è stata organizzata una raccolta fondi. Una storia, piccola quanto si vuole, di solidarietà”.
Il Seveso, insomma, ha lasciato questa volta una firma pesante. Ma il progetto del canale scolmatore, approvato nel 2005 dall’amministrazione comunale quando la giunta era guidata da Gabriele Albertini? Sparito. Archiviato. Eliminato dall’elenco … leggi tutto l’articolo dal sito www.allarmemilano-speranzamilano.it o scarica il file .pdf completo.
Già otto le esondazioni dall’inizio dell’anno. Troppi scarichi in un alveo inadeguato: disastro da fermare
MILANO - Oggi allaga Milano. Cento anni fa, in alcuni mesi dell’anno, si ritirava. Proprio così: nei periodi di secca, il Seveso rimaneva un greto prosciugato. Ecco perché ancora oggi (eredità della storia) si chiama torrente. Cosa è successo poi? Urbanizzazione. Dagli anni Cinquanta il Nord di Milano diventa uno dei territori più costruiti d’Italia. Una distesa d’asfalto. Dove l’acqua non viene assorbita, ma scorre. Gli scarichi dei tombini (e questa non è storia remota, ma accade fino agli anni 80/90) vengono via via convogliati tutti là: nel Seveso. Che diventa la grande fogna. E quando piove raccoglie l’acqua di un bacino enorme (decine di volte più grande di quello naturale). La barbarie ecologica del boom edilizio ha completato il disastro in due direzioni.

