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Qualche punto fermo tra la confusione
Sono passati mesi, agosto è alle porte e tutto tace.
Nessuna comunicazione ufficiale esce dai palazzi di Regione e Provincia, mentre a Senago non si sente parlare più di vasche, ma nonostante ciò il rischio vasche a Senago purtroppo non accenna ad allontanarsi. E c’è da essere preoccupati infatti per i dati apparsi sul verbale di riunione tecnica del 30 marzo 2011 che parla di un volume di laminazione di 4 milioni di metri cubi.
Desideriamo quindi fare il punto della situazione e ribadire i punti fermi della nostra campagna informativa, prima di congedarci per la pausa estiva.
Iniziamo con le novità. Il comitato ha richiesto ed ottenuto audizione presso la commissione Ambiente in Provincia presieduta da Paoletti, che si riunirà verosimilmente tra agosto e settembre. Appuntamento decisivo in occasione del quale ribadiremo l’atto ufficiale del nostro comune espresso con la mozione votata all’unanimità il 15 luglio 2010 in consiglio comunale e che, ricordiamo, esprimeva la totale contrarietà alla realizzazione di vasche di laminazione a Senago.
In questi mesi ci siamo informati con tecnici del settore sul significato di un’opera del genere sul nostro territorio e su tutta una serie di opere idrauliche che potrebbero essere di alternativa a un bacino di acqua stagnante, che rientrerebbero in una pianificazione più sostenibile e a lungo termine. A detta di tutti i tecnici il problema di Niguarda non è risolvibile con le vasche di laminazione a Senago perchè la piena avviene nel tratto tra Paderno Dugnano e Niguarda, dove ogni tombinatura scarica proprio nel Seveso.
Le alternative esistono e Comune, Provincia e Regione hanno tutti gli strumenti per poter raggiungere soluzioni più efficaci di un vascone di acqua inquinata che sorgerebbe a diversi km dal corso d’acqua interessato e lontano dal luogo di esondazione.
Sono 3 i punti chiave sui quali secondo noi si deve intervenire:

- il primo è sicuramente la qualità delle acque che trasporta il Seveso. Un torrente che scorre in un’area altamente urbanizzata (forse tra le più ricche del mondo) e che risulta tra i corsi d’acqua più inquinati d’Europa è una condizione non più sostenibile

- il secondo punto sul quale insistere è la distribuzione delle opere; intervenendo con piccole strutture lungo TUTTO l’asse del Seveso e nelle immediate vicinanze del torrente, non solo si aumenterebbe l’efficacia dell’intervento ma si ridurrebbe l’impatto sul territorio.

- il terzo punto è di ridurre la quantità di acqua piovana che affluisce al Seveso in occasione di piogge consistenti.

Come comitato ci sentiamo quindi di insistere su questi tre punti che secondo noi possono essere le linee guida da seguire nella ricerca di una soluzione al problema.

Il comitato non andrà comunque in vacanza, rinnoviamo l’invito a rimanere informati sul tema e a sottoscrivere la petizione che presto sarà anche online sul nostro sito www.senagosostenibile.org.

E vi diamo appuntamento a settembre presso la Fiera di Senago.

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