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Avviso : questo articolo è piuttosto lungo …e senza immagini

Senago 18 gennaio 2013

Con la presente il Comitato Senago Sostenibile intende ribadire la propria posizione in relazione ad alcune iniziative quali la proposta di allargamento del Canale Scolmatore Nord Ovest in alternativa alle vasche di laminazione di Senago e l’eventuale localizzazione delle vasche nel sito della cava esistente a sud del quartiere Papa Giovanni.

Prima di addentrarci vorremmo fare alcune brevi premesse che sono alla base del nostro discorso:

1. In primis ci sentiamo di ribadire ancora una volta la nostra totale e intransigente contrarietà alle vasche di laminazione e di conseguenza all’allargamento del CSNO, che sappiamo tutti essere di fatto il primo tassello per la costruzione delle vasche di laminazione sul nostro territorio.

2. Secondo, ancora ad oggi ci domandiamo, e nessuno ci ha risposto, come mai non ci siano proposte alternative prese in esame negli studi di fattibilità.

3. Infine, proprio perché le proposte fatte hanno dei limiti evidenti per stessa ammissioni degli estensori, crediamo che la condizione necessaria e indispensabile per fare ulteriori approfondimenti sia quella di OTTENERE L’IMMEDIATA SOSPENSIONE DI QUALSIASI DECISIONE OPERATIVA sui lavori del CSNO.

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Il Canale Scolmatore Nord Ovest o CSNO fu concepito per scolmare i corsi d’acqua che scolano dalle Groane (fino al nodo idraulico di Vighignolo dove converge nel ramo Olona che scarica il fiume stesso e tramite il deviatore omonimo convoglia le acque) nel Lambro meridionale e/o proseguendo verso il Ticino.

Al progetto CSNO fu aggiunto poi il Seveso per il quale era previsto in origine uno scolmatore ad est per far confluire le acque sempre nel Lambro a nord nord-est di Milano, ma mai realizzato.

Possiamo pensare quindi che il sistema CSNO+Seveso sia andato in “sovraccarico” per quantità e per qualità delle acque.

Con i lavori previsti sembra di capire che vogliono allargarlo per dargli una portata di 60 mc/s (metri cubi al secondo) da Palazzolo al fine di alimentare le vasche da realizzare a Senago e trattenere lì le acque scolmate dal Seveso in attesa che una volta passata la piena si possa con calma per gravità e/o mediante pompe “sollevare le acque” (a 2 mc/s ) ed avviarle nello scolmatore che nel tratto a valle delle vasche (che nel progetto per AIPO sono da 1 milione di metri cubi mentre nella relazione dei lavori del CSNO si passa , con una certa sorpresa, addirittura a 2,2 milioni di mc !!) funzionerà solo in regime transitorio a 30-36 mc/s max e nel regime finale a 25 mc/s (e questo è uno degli obiettivi dello studio che cita i lavori rif MI E 781).

In pratica in questo tratto lo scolmatore CSNO torna a fare quel che doveva fare quando era previsto che scolmasse i corsi d’acqua delle Groane SENZA il Seveso e questo in quanto detti corsi d’acqua (Garbogera, Cisnara, Pudiga, Nirone per citare quelli più prossimi a Senago) arrivano a Milano e con portate di piena non compatibili mal si integrano nel sottosuolo della metropoli.

Per trattenere le acque di questi torrentelli (avendo cura che abbiano un livello di qualità dell’alveo e delle acque buono in linea con quanto le leggi prescrivono) che scorrono in territori anche del Parco Groane si può utilizzare non solo il CSNO ma anche aree golenali per la loro laminazione, ricavate lungo il loro corso dove poter esondare ed in seguito defluire nel proprio alveo e quindi senza bisogno di affluire in un cratere a contatto con la falda quali la vasche prospettate per Senago (meglio definibili discariche liquide vista la qualità delle acque del Seveso).

La proposta di allargare il CSNO per un tratto ulteriore a ovest di Senago – ed offrire una portata in grado di portare i 60 mcs verso ovest rendendo di fatto inutili le vasche a Senago – non pare essere una buona idea.

A prescindere dalla fattibilità, segnare ulteriormente con quella che è una fogna a cielo aperto uno squarcio nel territorio già lacerato è un indecenza e una ferita irreversibile per chi ci vive e chi ci vivrà domani.

Portare acqua da una valle all’altra ( nonostante la percezione sia di essere in pianura ma che come pianura digrada da ovest a est e non viceversa come si fa adesso scolmando dal Seveso nel Lambro meridionale assieme all’Olona e Ticino) è una logica curiosa di risolvere i problemi e rischia di appesantire la situazione idrica intorno all’Olona ed a tutto il Rhodense con il groviglio di Fiera/Expo/raccordi ferroviari-autostradali e stradali.

Una volta che si portano in zona Fiera/Expo e dintorni 60 mc/s di “acqua” queste sono da riversare nel Lambro meridionale (e da qui in Milano) ed in parte sono da far proseguire al Ticino. Se le strutture possono ricevere queste “acque” è una cosa, ma se un evento meteorico importante può coprire un area non solo limitata al Seveso e rende quest’area “ricevente” critica ?? (è già successo -da fonte sky- 26 novembre 2002. Straripano Seveso, Lambro e Olona... )

E’ il caso di “comprarsi” questo problema quando l’obiettivo dichiarato dei lavori previsti è di porre il CSNO in condizione di lavorare , a ovest di Senago, a 25 mcs?

Sembrerebbe molto più ragionevole cercare di risolvere i problemi del Seveso (che ha tra i suoi problemi,il “tappo” che ne limita la portata in entrata a Milano) agendo sull’asse fluviale, ripulendone acque ed alveo, restituendogli il ruolo di fiume e separando quello di collettore fognario e acque di prima pioggia e – come recita lo studio per AIPO in una delle sue parti – “ la laminazione delle portate di piena del corso d’acqua si possa ottenere anche attraverso diversi interventi di contenimento degli afflussi al ricettore naturale,con invasi (ndr; citati come di diverse dimensioni) diffusi nel territorio…tutti utili ad una soluzione globale e risolutiva”.

Il concetto di invasi diffusi si riferisce a molte opere ricavate lungo il corso d’acqua, a modifiche sul territorio che restituiscano ove possibile spazi al fiume e che consentano anche di trattenere sul territorio almeno parte dell’acqua piovana (che possiamo ritenere pulita ed utilizzabile per irrigare e per usi domestici ed altri scopi dove quella potabile non è indispensabile ) senza che fluisca a mescolarsi con gli scarichi ed ad ingrossare la piena nel ricettore.

Avendo meno acqua che contribuisce alla piena perché il territorio è in grado di trattenerla diminuisce l’entità delle opere da realizzare e comunque il tutto è in linea con:

  • quanto le leggi prevedono o dovrebbero prevedere,
  • quanto i piani di governo del territorio di ciascun comune dovrebbero prevedere
  • e con quanto gli studiosi del ramo dibattono in occasione di seminari…sulla gestione sostenibile degli eventi meteorici (salvo poi non applicarli nei progetti tecnici)

Quindi nulla a che vedere con canali da allargare per riempire discariche liquide in forma di crateri tanto profondi da venire a contatto con la falda oppure siti di cava riconvertiti a discariche liquide che per un utilizzo alternativo quando non piove devono essere ripuliti e comunque soggetti ad assidua manutenzione.

Queste ultime righe sono la foto di quanto pare che stia cadendo sulla testa della cittadinanza ovvero i lavori di allargamento e adeguamento del CSNO di imminente avvio e la conseguente realizzazione delle cosiddette vasche di laminazione qui a Senago (alle quali l’allargamento del CSNO è finalizzato) che anche qualora fossero realizzate come singolo intervento farebbero fronte ad eventi meteorici con tempi di ritorno di 2 anni (stando, se ben interpretato, a quanto riportato studio reso disponibile sul sito del comune).

Senago è il comune in cui il Seveso passa (pur restandone abbondantemente fuori dall’area comunale) e nel quale vengono (usando un termine dolorosamente di moda) delocalizzate delle vasche di laminazione/discariche liquide concepite per concorrere a risolvere o quantomeno ad attenuare fenomeni di esondazione del torrente tombinato in area cittadina.

Dalla lettura dello studio Aipo tutti i complessi di vasche di laminazione tranne uno (quello di … Senago) sono per ovvia coerenza posizionati lungo l’asta del Seveso e questo stride con l’esigenza di curare i ‘mali’ del fiume con un intervento urgente a Senago e per il quale occorre anche adeguare il CSNO di cui almeno uno dei ‘mali’ è  ..il Seveso…

Ancora una volta è opportuno sottolineare che per una soluzione del problema pochi invasi di grosse dimensioni non sono da preferire a interventi diffusi (un termine che nelle presentazioni del seminario sulla gestione sostenibile delle acque meteoriche appare ben in evidenza) sull’asta fluviale e sul territorio.

Ultimo ma non meno importante è opportuno rammentarsi che una metropoli come Milano che si ritenga tale (e per tanti aspetti certamente lo è) dovrebbe affrontare il proprio rapporto con i fiumi in un ottica più prossima a quando (già 1000 e più anni fà…) con questi stessi fiumi ‘ci sapeva fare’ trasformandoli con opere idrauliche,navigli e canali in una risorsa e non ora come un problema da confinare nel sottosuolo.

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    una mini discarica a fianco dello scolmatore Leggi il resto di questo articolo »

    Sebbene noi del comitato non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

    Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

    PROBLEMA:
    Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

    DATI:
    Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
    I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

    SOLUZIONE:

    Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

    In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

    Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

    Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

    Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

    Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
    Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

    Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
    (60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

    cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

    CONSIDERAZIONI

    Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

    Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

    Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

    Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

    Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

    Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

    Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

    A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni, forse troppo presto per morire.

    Se la matematica non è un’opinione!

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    Senago 29.09.2011

    RESOCONTO incontro in regione del 26/09/2011.

    Dopo un anno di lettere e di richieste da parte del Comitato Senago Sostenibile, si è tenuta il 26 settembre in Regione Lombardia una riunione con l’assessore al territorio e all’urbanistica Daniele Belotti (Lega Nord), il Direttore della DG Territorio e Urbanistrica Dr. Bruno Mori, il Direttore Vicario dell’Assessorato Arch. Gianagelo Bravo e il Commissario nominato dal Ministero per la Difesa del Suolo Ing.Carlo Maria Marino, presenti diversi ex consiglieri comunali di senago da noi invitati.

    Chiara la posizione dell’assessore Belotti che ribadisce ” l’obbligo morale ” (?) per la Regione di realizzare le vasche di laminazione a Senago.

    Contrariamente a quanto fin’ora dichiarato, i tecnici della Regione presenti hanno dovuto riconoscere che le vasche di laminazione NON risolveranno il problema delle esondazioni a Niguarda. La loro realizzazione sarà principalmente finalizzata a salvaguardare i territori e i cantieri dell’area Expo. Inquietante anche il fatto che il tutto stia avvenendo senza che siano stati valutati progetti alternativi, né effettuate analisi di impatto ambientale.

    Nella stessa sede ci è anche stato comunicato che nel pomeriggio stesso avrebbero aperto le buste per l’assegnazione dell’appalto per l’allargamento del canale scolmatore, opera che è stata decisa e che sarà realizzata nel territorio di Senago senza il coinvolgimento né alcuna comunicazione ai cittadini.

    Il Comitato ha richiesto ed ottenuto che nessuna ulteriore decisione venga assunta senza aver preventivamente informato i cittadini senaghesi.

    Durante l”incontro il Comitato Senago Sostenibile ha come sempre dichiarato la propria TOTALE CONTRARIETA’ all’ipotesi di realizzazione delle vasche di laminazione a Senago, ribadendola anche attraverso un memorandum scritto consegnato all’assessore, al commissario, ai direttori ed ai tecnici presenti.

    Apprendiamo con totale stupore quanto riportato nel comunicato stampa emesso dalla lega nord e alleanza per senago nel quale i fatti che abbiamo qui riportato sono stati totalmente manipolati e travisati a scopi elettorali.

    Invitiamo gli amici della lega nord e di alleanza per senago ad utilizzare le loro energie per scopi più costruttivi, affinchè le vasche non vengano realizzate a Senago.

    Si ringraziano i consiglieri provinciali e regionali per il supporto dato al comitato.

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    E’ molto difficile comprendere cosa si cela dietro la questione vasche di laminazione a Senago. E’ difficile perchè non c’è informazione. Non ci sono studi di fattibilità. Non ci sono progetti. Non c’è confronto con la cittadinanza nè con le istituzioni del Comune di Senago. Insomma nulla che possa aiutare a comprendere.

    Ciò che invece  si comprende benissimo è la volontà pervicace da parte della casta politica in Regione Lombardia (nessun  nome pare qui più appropriato) che propone ostinatamente questa soluzione come la panacea di tutti i problemi che il Torrente Seveso arreca a Niguarda, con le sue esondazioni periodiche.

    Si, abbiamo visto alcune idee, alcuni studi, ma nulla di ciò che si possa definire progetto e proprio nulla di ufficiale. Che loro abbiano nominato un Commissario Straordinario per l’emergenza (emergenza che dura da cinquant’anni! Sigh!) è già di per se segno evidente che ciò che vogliono realizzare deve farsi nel modo più sommerso possibile, senza interferenze da parte della popolazione, della politica o della magistratura. Quelle forse verranno dopo, ovvero dopo che avranno realizzato un’opera e speso decine di milioni per non risolvere nulla. Niente studi di fattibilità, niente valutazioni di impatto ambientale, niente regole insomma.

    Comunque, per quello che siamo riusciti a ricostruire di questo terribile puzzle, abbiamo chiaro questo concetto: “LE VASCHE DI LAMINAZIONE NON SERVONO A RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE ESONDAZIONI A NIGUARDA”. Non lo diciamo noi naturalmente, ma tecnici qualificati e politici autorevoli con cui ci siamo confrontati.

    Una cosa è piuttosto strana: in quasi tutti i documenti ufficiali che abbiamo potuto leggere, appare sempre in penombra il fantasma dell’EXPO 2015. Perchè ci chiediamo? Forse il vero motivo potrebbe essere questo.

    Collegando allora ogni singolo pezzo del nostro meticoloso lavoro di ricerca, prende forma e viene alla luce un metodo che sembra creato per acquisire fondi dal pozzo dei tesori, che usa il consenso della popolazione e sfrutta la parola emergenza. E si, perchè se si riesce a far credere che l’opera risolverà il problema annoso di Niguarda, che Milano conosce bene, si avrà il pieno appoggio di tutti e quindi l’accesso libero alla stanza dei tesori.

    Peccato che le vasche di laminazione a Senago avranno il solo scopo e serviranno si e no a mantenere in condizioni di stabilità l’acquitrino che ruota attorno alla zona fiera, dove sono stati e saranno investiti ingenti capitali. Giusto il tempo perchè partano tutti gli appalti milionari che fanno gola a troppi e dove nulla deve mettersi di mezzo. Soprattutto esondazioni proprio in quella zona, dove è ben presente un rischio dichiarato. Siete mai passati nel tratto stradale sotterraneo dello svincolo fiera (quello che passa proprio sotto i palazzoni “storti”)? E’ una bomba pronta ad esplodere. Ogni mese la strada viene chiusa per attuare opera di risanamento perchè l’acqua del sottosuolo vuole uscire da ogni dove. Perennemente, sotto le gallerie, vi sono vaste pozze d’acqua zampillante che non riescono a togliere in nessun modo. In quella zona si raccordano diversi canali e fiumi, pronti a portare il loro carico direttamente sull’EXPO!

    Ecco qual’è la vera emergenza. L’area Fiera RHO-PERO destinata all’EXPO e tutti i suoi appalti milionari che si porta appresso. Una pentola da non scoperchiare!

    E Niguarda cosa centra?

    Come avrete capito, Niguarda non centra proprio nulla. E’ un semplice capro espiatorio, uno specchietto per allodole, diciamo una operazione di pura e semplice strumentalizzazione politica.

    Una cosa comunque è certa: il Comitato Senago Sostenibile non starà fermo ad aspettare e farà di tutto per contrastare quest’insulsa opera, forte del sostegno della popolazione di Senago che siamo certi avere al nostro fianco. Lo dimostrano le centinaia di visite che abbiamo ricevuto al nostro stand nei pochi giorni di durata della fiera di Senago terminata domenica scorsa.

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    Qualche punto fermo tra la confusione
    Sono passati mesi, agosto è alle porte e tutto tace.
    Nessuna comunicazione ufficiale esce dai palazzi di Regione e Provincia, mentre a Senago non si sente parlare più di vasche, ma nonostante ciò il rischio vasche a Senago purtroppo non accenna ad allontanarsi. E c’è da essere preoccupati infatti per i dati apparsi sul verbale di riunione tecnica del 30 marzo 2011 che parla di un volume di laminazione di 4 milioni di metri cubi.
    Desideriamo quindi fare il punto della situazione e ribadire i punti fermi della nostra campagna informativa, prima di congedarci per la pausa estiva.
    Iniziamo con le novità. Il comitato ha richiesto ed ottenuto audizione presso la commissione Ambiente in Provincia presieduta da Paoletti, che si riunirà verosimilmente tra agosto e settembre. Appuntamento decisivo in occasione del quale ribadiremo l’atto ufficiale del nostro comune espresso con la mozione votata all’unanimità il 15 luglio 2010 in consiglio comunale e che, ricordiamo, esprimeva la totale contrarietà alla realizzazione di vasche di laminazione a Senago.
    In questi mesi ci siamo informati con tecnici del settore sul significato di un’opera del genere sul nostro territorio e su tutta una serie di opere idrauliche che potrebbero essere di alternativa a un bacino di acqua stagnante, che rientrerebbero in una pianificazione più sostenibile e a lungo termine. A detta di tutti i tecnici il problema di Niguarda non è risolvibile con le vasche di laminazione a Senago perchè la piena avviene nel tratto tra Paderno Dugnano e Niguarda, dove ogni tombinatura scarica proprio nel Seveso.
    Le alternative esistono e Comune, Provincia e Regione hanno tutti gli strumenti per poter raggiungere soluzioni più efficaci di un vascone di acqua inquinata che sorgerebbe a diversi km dal corso d’acqua interessato e lontano dal luogo di esondazione.
    Sono 3 i punti chiave sui quali secondo noi si deve intervenire:

    - il primo è sicuramente la qualità delle acque che trasporta il Seveso. Un torrente che scorre in un’area altamente urbanizzata (forse tra le più ricche del mondo) e che risulta tra i corsi d’acqua più inquinati d’Europa è una condizione non più sostenibile

    - il secondo punto sul quale insistere è la distribuzione delle opere; intervenendo con piccole strutture lungo TUTTO l’asse del Seveso e nelle immediate vicinanze del torrente, non solo si aumenterebbe l’efficacia dell’intervento ma si ridurrebbe l’impatto sul territorio.

    - il terzo punto è di ridurre la quantità di acqua piovana che affluisce al Seveso in occasione di piogge consistenti.

    Come comitato ci sentiamo quindi di insistere su questi tre punti che secondo noi possono essere le linee guida da seguire nella ricerca di una soluzione al problema.

    Il comitato non andrà comunque in vacanza, rinnoviamo l’invito a rimanere informati sul tema e a sottoscrivere la petizione che presto sarà anche online sul nostro sito www.senagosostenibile.org.

    E vi diamo appuntamento a settembre presso la Fiera di Senago.

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    Dopo la Minetti, di cui abbiamo già illustrato miti, idee e convinzioni (politiche e non) e della quale ne sanno meglio parlare i tribunali di noi, continua la saga degli allegri consiglieri che dall’alto delle loro poltrone del pirellone, approvano e saccheggiano il territorio della nostra regione, ed in particolare quello di Senago dove, per non sappiamo quale convinzione, trovano di buon gusto devastarne quel poco di territorio vergine per piazzarci una grossa putrida e fetida vasca di laminazione da caricare con le acque del torrente Seveso.

    E mentre in Regione giocano a freccette per decidere il luogo esatto, purchè sia a Senago, in Comune giocano a mosca cieca, facendo finta di non esserci mai stati e sparando a zero l’uno contro l’altro, ex Sindaca ed ex Assessori della ex maggioranza, ed accusandosi reciprocamente di nascondere interessi propri e di fare promesse (a chi?) in cambio degli appalti per la costruzione delle vasche.

    Ma su questo torneremo perchè c’è parecchio da dire. Quello che volevamo invece presentare oggi è un altro consigliere leghista in carica al pirellone: Bossi (altrimenti detto “il TROTA”). E’ da qui che si inizia. E’ da qui che i politici più nostrani, come quelli di Senago, evidentemente vanno a prendere lezione e ce lo hanno ben dimostrato.

    Buona lettura.

    Clicca qui per aprile la vignetta (di Stefano Disegni)

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    Ripartono i presidi cittadini per dire no alle vasche di laminazione che Provincia e Regione vorrebbero collocare a Senago: colorita l’ultima, scandita dallo slogan “Non startene sul divano mentre Senago annega”

    Senago, 14 dicembre 2010 – «Non startene sul divano mentre Senago annega». Con questo motto sono ripartiti i presidi cittadini per dire «no» alle vasche di laminazione che, contro la volontà dei senaghesi, quanto prima potrebbero essere realizzate dalla Regione e dalla Provincia nella zona sud della città. Domenica la protesta pacifica, ma molto significativa e «colorata», con la raccolte delle firme che si è svolta in piazza Tricolore e in piazza Borromeo. Domenica prossima ci sarà il bis nel centro storico.

    Nutrita la partecipazione dei cittadini: quelli che hanno già firmato la petizione contro l’opera sono oltre 600. In piazza Tricolore molti si sono presentati con maschera e boccaglio e giubbotto catarifrangente. C’è stato anche chi è arrivato con un gommone e dei cartelli che inneggiavano il «No alle vasche».

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    I cittadini di Senago si muovono contro le vasche!

    Stamane a Senago i primi striscioni con la scritta “NO VASCHE” posti in mostra lungo i paracarri del canale scolmatore.

    E’ la mobilitazione dei cittadini che inizia dal basso, contro lo scellerato piano della Regione che vuole costruire le vasche di laminazione del Torrente Seveso nel territorio di Senago.

    Non contenti di averci già portato il Seveso in casa (lo scolmatore è diventato praticamente il Seveso stesso), i politici reggenti di Regione, Provincia e Comune di Milano, vogliono a tutti i costi costruire le fetide vasche di laminazione per riversare nel nostro Comune il problema delle esondazioni del Torrente.

    Attenti:  SENAGO SI STA SVEGLIANDO!

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    Di seguito è riportato un link per scaricare il documento PDF dell’interrogazione del consigliere provinciale Massimo Gatti in tema di vasche di laminazione a Senago

    Scarica il documento

    Sarà anche disponibile nell’Area Documenti del blog

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