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Avviso : questo articolo è piuttosto lungo …e senza immagini

Senago 18 gennaio 2013

Con la presente il Comitato Senago Sostenibile intende ribadire la propria posizione in relazione ad alcune iniziative quali la proposta di allargamento del Canale Scolmatore Nord Ovest in alternativa alle vasche di laminazione di Senago e l’eventuale localizzazione delle vasche nel sito della cava esistente a sud del quartiere Papa Giovanni.

Prima di addentrarci vorremmo fare alcune brevi premesse che sono alla base del nostro discorso:

1. In primis ci sentiamo di ribadire ancora una volta la nostra totale e intransigente contrarietà alle vasche di laminazione e di conseguenza all’allargamento del CSNO, che sappiamo tutti essere di fatto il primo tassello per la costruzione delle vasche di laminazione sul nostro territorio.

2. Secondo, ancora ad oggi ci domandiamo, e nessuno ci ha risposto, come mai non ci siano proposte alternative prese in esame negli studi di fattibilità.

3. Infine, proprio perché le proposte fatte hanno dei limiti evidenti per stessa ammissioni degli estensori, crediamo che la condizione necessaria e indispensabile per fare ulteriori approfondimenti sia quella di OTTENERE L’IMMEDIATA SOSPENSIONE DI QUALSIASI DECISIONE OPERATIVA sui lavori del CSNO.

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Il Canale Scolmatore Nord Ovest o CSNO fu concepito per scolmare i corsi d’acqua che scolano dalle Groane (fino al nodo idraulico di Vighignolo dove converge nel ramo Olona che scarica il fiume stesso e tramite il deviatore omonimo convoglia le acque) nel Lambro meridionale e/o proseguendo verso il Ticino.

Al progetto CSNO fu aggiunto poi il Seveso per il quale era previsto in origine uno scolmatore ad est per far confluire le acque sempre nel Lambro a nord nord-est di Milano, ma mai realizzato.

Possiamo pensare quindi che il sistema CSNO+Seveso sia andato in “sovraccarico” per quantità e per qualità delle acque.

Con i lavori previsti sembra di capire che vogliono allargarlo per dargli una portata di 60 mc/s (metri cubi al secondo) da Palazzolo al fine di alimentare le vasche da realizzare a Senago e trattenere lì le acque scolmate dal Seveso in attesa che una volta passata la piena si possa con calma per gravità e/o mediante pompe “sollevare le acque” (a 2 mc/s ) ed avviarle nello scolmatore che nel tratto a valle delle vasche (che nel progetto per AIPO sono da 1 milione di metri cubi mentre nella relazione dei lavori del CSNO si passa , con una certa sorpresa, addirittura a 2,2 milioni di mc !!) funzionerà solo in regime transitorio a 30-36 mc/s max e nel regime finale a 25 mc/s (e questo è uno degli obiettivi dello studio che cita i lavori rif MI E 781).

In pratica in questo tratto lo scolmatore CSNO torna a fare quel che doveva fare quando era previsto che scolmasse i corsi d’acqua delle Groane SENZA il Seveso e questo in quanto detti corsi d’acqua (Garbogera, Cisnara, Pudiga, Nirone per citare quelli più prossimi a Senago) arrivano a Milano e con portate di piena non compatibili mal si integrano nel sottosuolo della metropoli.

Per trattenere le acque di questi torrentelli (avendo cura che abbiano un livello di qualità dell’alveo e delle acque buono in linea con quanto le leggi prescrivono) che scorrono in territori anche del Parco Groane si può utilizzare non solo il CSNO ma anche aree golenali per la loro laminazione, ricavate lungo il loro corso dove poter esondare ed in seguito defluire nel proprio alveo e quindi senza bisogno di affluire in un cratere a contatto con la falda quali la vasche prospettate per Senago (meglio definibili discariche liquide vista la qualità delle acque del Seveso).

La proposta di allargare il CSNO per un tratto ulteriore a ovest di Senago – ed offrire una portata in grado di portare i 60 mcs verso ovest rendendo di fatto inutili le vasche a Senago – non pare essere una buona idea.

A prescindere dalla fattibilità, segnare ulteriormente con quella che è una fogna a cielo aperto uno squarcio nel territorio già lacerato è un indecenza e una ferita irreversibile per chi ci vive e chi ci vivrà domani.

Portare acqua da una valle all’altra ( nonostante la percezione sia di essere in pianura ma che come pianura digrada da ovest a est e non viceversa come si fa adesso scolmando dal Seveso nel Lambro meridionale assieme all’Olona e Ticino) è una logica curiosa di risolvere i problemi e rischia di appesantire la situazione idrica intorno all’Olona ed a tutto il Rhodense con il groviglio di Fiera/Expo/raccordi ferroviari-autostradali e stradali.

Una volta che si portano in zona Fiera/Expo e dintorni 60 mc/s di “acqua” queste sono da riversare nel Lambro meridionale (e da qui in Milano) ed in parte sono da far proseguire al Ticino. Se le strutture possono ricevere queste “acque” è una cosa, ma se un evento meteorico importante può coprire un area non solo limitata al Seveso e rende quest’area “ricevente” critica ?? (è già successo -da fonte sky- 26 novembre 2002. Straripano Seveso, Lambro e Olona... )

E’ il caso di “comprarsi” questo problema quando l’obiettivo dichiarato dei lavori previsti è di porre il CSNO in condizione di lavorare , a ovest di Senago, a 25 mcs?

Sembrerebbe molto più ragionevole cercare di risolvere i problemi del Seveso (che ha tra i suoi problemi,il “tappo” che ne limita la portata in entrata a Milano) agendo sull’asse fluviale, ripulendone acque ed alveo, restituendogli il ruolo di fiume e separando quello di collettore fognario e acque di prima pioggia e – come recita lo studio per AIPO in una delle sue parti – “ la laminazione delle portate di piena del corso d’acqua si possa ottenere anche attraverso diversi interventi di contenimento degli afflussi al ricettore naturale,con invasi (ndr; citati come di diverse dimensioni) diffusi nel territorio…tutti utili ad una soluzione globale e risolutiva”.

Il concetto di invasi diffusi si riferisce a molte opere ricavate lungo il corso d’acqua, a modifiche sul territorio che restituiscano ove possibile spazi al fiume e che consentano anche di trattenere sul territorio almeno parte dell’acqua piovana (che possiamo ritenere pulita ed utilizzabile per irrigare e per usi domestici ed altri scopi dove quella potabile non è indispensabile ) senza che fluisca a mescolarsi con gli scarichi ed ad ingrossare la piena nel ricettore.

Avendo meno acqua che contribuisce alla piena perché il territorio è in grado di trattenerla diminuisce l’entità delle opere da realizzare e comunque il tutto è in linea con:

  • quanto le leggi prevedono o dovrebbero prevedere,
  • quanto i piani di governo del territorio di ciascun comune dovrebbero prevedere
  • e con quanto gli studiosi del ramo dibattono in occasione di seminari…sulla gestione sostenibile degli eventi meteorici (salvo poi non applicarli nei progetti tecnici)

Quindi nulla a che vedere con canali da allargare per riempire discariche liquide in forma di crateri tanto profondi da venire a contatto con la falda oppure siti di cava riconvertiti a discariche liquide che per un utilizzo alternativo quando non piove devono essere ripuliti e comunque soggetti ad assidua manutenzione.

Queste ultime righe sono la foto di quanto pare che stia cadendo sulla testa della cittadinanza ovvero i lavori di allargamento e adeguamento del CSNO di imminente avvio e la conseguente realizzazione delle cosiddette vasche di laminazione qui a Senago (alle quali l’allargamento del CSNO è finalizzato) che anche qualora fossero realizzate come singolo intervento farebbero fronte ad eventi meteorici con tempi di ritorno di 2 anni (stando, se ben interpretato, a quanto riportato studio reso disponibile sul sito del comune).

Senago è il comune in cui il Seveso passa (pur restandone abbondantemente fuori dall’area comunale) e nel quale vengono (usando un termine dolorosamente di moda) delocalizzate delle vasche di laminazione/discariche liquide concepite per concorrere a risolvere o quantomeno ad attenuare fenomeni di esondazione del torrente tombinato in area cittadina.

Dalla lettura dello studio Aipo tutti i complessi di vasche di laminazione tranne uno (quello di … Senago) sono per ovvia coerenza posizionati lungo l’asta del Seveso e questo stride con l’esigenza di curare i ‘mali’ del fiume con un intervento urgente a Senago e per il quale occorre anche adeguare il CSNO di cui almeno uno dei ‘mali’ è  ..il Seveso…

Ancora una volta è opportuno sottolineare che per una soluzione del problema pochi invasi di grosse dimensioni non sono da preferire a interventi diffusi (un termine che nelle presentazioni del seminario sulla gestione sostenibile delle acque meteoriche appare ben in evidenza) sull’asta fluviale e sul territorio.

Ultimo ma non meno importante è opportuno rammentarsi che una metropoli come Milano che si ritenga tale (e per tanti aspetti certamente lo è) dovrebbe affrontare il proprio rapporto con i fiumi in un ottica più prossima a quando (già 1000 e più anni fà…) con questi stessi fiumi ‘ci sapeva fare’ trasformandoli con opere idrauliche,navigli e canali in una risorsa e non ora come un problema da confinare nel sottosuolo.

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    La mozione contro le VASCHE di laminazione è passata in Consiglio Comunale con l’unanimità dei voti e non possiamo che esserene consapevolmente contenti.

    Purtroppo la mozione è diversa da quella che avevamo presentato e, sebbene gran parte dell’impianto della mozione sia rimasto pressochè identico, è stata purtroppo tolta la parte nella quale si voleva indicare un forte NO all’allargamento del canale scolamatore finalizzato a riempire le vasche.

    Durante uno dei primi incontri cui partecipammo in Provincia, la Dottoressa Sechi, allora responsabile del settore, disse apertamente e chiaramente che le vasche di laminazione non avrebbero avuto alcun senso senza l’allargamento del canale scolmatore nella tratta dalla presa di Palazzolo a Senago.

    E l’allargamento del canale è previsto nell’opera di manutenzione già adottata ed appaltata dalla Provincia e prossima all’inzio dei lavori.

    Recenti articoli di giornale ci avevano poi parecchio allarmato in quanto, l’assessore Maran al Comune di Milano, vantava la disponibilità economica di 10 milioni di euro per far fronte all’allargamento del canale per realizzare poi le vasche. Tanto strano ci parve allora questo, quanto strana adesso ci sembra la posizione assunta dal Consiglio Comunale che ha approvato una mozione che esclude in toto ogni riferimento a quest’opera mascherata da “adeguamento funzionale del canale scolmatore”.

    Sappiamo, perchè è stato detto in consiglio comunale, che il neo Sindaco Fois avrebbe avuto questa settimana un incontro proprio con Maran, ma dei contenuti di quell’incontro non siamo stati informati. Siamo tra l’altro ancora in attesa (ormai da alcune settimane) di avere con lui un incontro proprio su questo tema. La cittadinanza aspetta.

    Temiamo che la discussione tra livelli istituzionali possa portare a catastrofici compromessi, non ultimo la messa in campo delle famose COMPENSAZIONI in cambio del permesso a costruire la vasche, cui la nuova giunta potrebbe vedere in modo succulento per rimpinzare le casse del Comune. Temiamo colpi di mano a livello provinciale e regionale dove i consiglieri non si sono mai espressi chiaramente contro le vasche e dove le nostre istituzioni sono sempre state latitanti.

    La nostra allerta sale quindi tanto quanto la nostra preoccupazione.

    I lavori di sondaggio del canale, avvenuti di recente, erano già un preavviso, ed aver tolto nella mozione il riferimento preciso CONTRO l’ALLARGAMENTO DEL CANALE potrebbe indurre la Provincia ad operare senza nulla chiedere a nessuno.

    E’ stato tolto dalla mozione anche il riferimento che avevamo inserito circa eventuali azioni legali contro chi vuole imporci tali opere e questo è grave in quanto può spalancare le porte ad azioni unilaterali da parte di regione e provincia.

    Infine è stato stranamente inserito l’avallo al progetto Ianomi che in termini risolutivi non porterebbe ad alcun beneficio circa la questione delle esondazioni a Niguarda ed anzi aggiungerebbe una vera a propria fogna alla fogna dello scolmatore allargato ed a quella della vasca di laminazione.

    In altre parole questa mozione non ci è sembrato segnare alcun passo in avanti e rimaniamo delusi per questa occasione realizzata solo a metà.

    Comitato Senago Sostenibile

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    Il 28 giugno 2012 il COMITATO SENAGO SOSTENIBILE ha inviato al SINDACO, al PRESIDENTE, alla GIUNTA ed a tutti i CONSIGLIERI del Comune di Senago, la propria proposta di MOZIONE comunale contro le vasche di laminazione e contro l’allargamento del canale scolmatore, chiedendo che sia discussa ed approvata integralmente al prossimo Consiglio Comunale che si terrà a luglio 2012.

    Auspichiamo a facciamo appello affinchè tutte le forze politiche presenti, indistintamente di maggioranza ed opposizione, votino a favore di tale proposta e si accorino unanimamente a portare avanti la battaglia con la cittadinanza tutta.

    Il Comitato, a nome delle oltre mille firme raccolte, si farà pronto a sostenere qualsiasi posizione istituzionale sarà attuata contro le vasche e contro l’allargamento del canale scolmatore. Chiama altresì in appello tutta la cittadinanza e tutte le forze politiche presenti sul territorio a pertecipare al prossimo Consiglio Comunale per sostenere la mozione.



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    Il giorno precedente il primo Consiglio Comunale di Senago, si è svolta presso la Regione Lombardia la riunione della Commissione Territorio al cui ordine del giorno era iscritta la questione vasche di laminazione. Sapevamo che tale riunione doveva prima o poi tenersi in quanto l’avevamo chiesta direttamente ai consiglieri della commissione stessa durante la nostra ultima audizione.

    Ha fatto specie venire a sapere di questa importante riunione durante lo svogimento del nostro Consiglio Comunale e quindi ad incontro già avvenuto. E’ triste vedere che in Consiglio Comunale alcuni sapevano di tale evento e non hanno pensato di mobilitare, o più semplicemente avvisare, la popolazione e con essa il nostro Comitato. Peccato, è stata un’occasione persa per farci sentire.

    Pase, che ha partecipato alla riunione senza peraltro rivelarne i contenuti, ha anche accusato i banchi della maggioranza di non essersi presentati dicendo che anche loro ne erano al corrente.

    Peccato due volte, perchè noi non lo abbiamo saputo e nessuno dei Consiglieri regionali, ma soprattutto quelli del nostro Comune,  ci ha avvisato. Peccato perchè questa era l’occasione di vedere una possibilità di lavorare tutti insieme, maggioranza ed opposizione, a fianco della cittadinanza.

    Abbiamo perso tutti. Speriamo che ora che presenteremo la mozione contro le vasche a tutto il Consiglio Comunale nessuno si faccia da parte o tiri al proprio mulino in modo individuale. Vogliamo che tutti si uniscano in questa battaglia comune, maggioranza ed opposizione.

    Riportiamo di seguito uno stralcio di relazione, riferita all’incontro della commissione territorio in regione, che abbiamo potuto trovare in rete.

    §

    (dal sito del Consigliere Regionale Franco Mirabelli)

    25 Giugno 2012

    In Regione sul Seveso e’ tutto fermo. In Commissione Territorio del Consiglio regionale, l’assessore regionale al Territorio e Urbanistica Daniele Belotti ha relazionato sul progetto di realizzazione delle vasche di laminazione nel comune di Senago finalizzate a prevenire le esondazioni del fiume Seveso. Il progetto presentato non ci ha convinto in quanto parziale e con nessuna significativa novità rispetto alla bozza presentata mesi fa.
    L’assessore Belotti ha riproposto lo studio già presentato sei mesi fa: da allora non è stato fatto nessun passo avanti per la realizzazione di interventi che risolvano  il problema delle esondazioni. Quello studio, a cui dovrebbe seguire un progetto operativo, più volte preannunciato, prevede, per realizzare una serie di vasche di laminazione, un costo totale di 150 milioni di euro che non si sa come reperire. Restano solo le risorse destinate alla sistemazione del canale scolmatore per il quale i lavori sono finalmente iniziati. Restano 10 milioni di euro che serviranno per finanziare, così come previsto dal contratto di fiume,  la vasca di laminazione di Senago che, ad oggi, non è stato ancora deciso dove collocare.  La cosa più grave che non ci fa essere ottimisti per il futuro è che nel progetto presentato dall’assessore non vengono previsti interventi per attenuare l’impatto della vasca in una zona tanto cementificata come quella di Senago e soprattutto non vi è nessun provvedimento per la pulizia delle acque del Seveso, cosa che renderebbe più semplice qualunque intervento. Abbiamo chiesto di intervenire in fretta nell’interesse di tutti e soprattutto di fare bene con il consenso della popolazione altrimenti, contro i cittadini di Senago e la loro amministrazione, sarà difficile trovare soluzioni che tolgano ai cittadini di Niguarda l’incubo delle esondazioni. Le inerzie della Giunta Regionale rischiano di impedire la possibilità di realizzare interventi efficaci in tempi brevi. L’idea di mettere in conflitto gli interessi dei cittadini vittima delle esondazioni del Seveso con quelli dei cittadini di Senago resta per noi inaccettabile, oltre che rendere impraticabile ogni soluzione, ma pare che Regione Lombardia preferisca questa strada che noi contrasteremo convinti che serva una proposta che possa conciliare i diversi interessi in gioco.
    Intanto il buon lavoro messo in campo dall’amministrazione comunale milanese ha consentito di prevenire le emergenze e interventi più rapidi che, fino ad ora, hanno ridotto i problemi anche in presenza di precipitazioni significative.
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    Ringraziamo Radio Panda che ci ha ospitato in diretta nei propri studi durante a trasmissione “Fatti di casa nostra”.

    Un’ora di terapia intensiva contro le vasche! Buon ascolto.

    14 dicembre 2011 – Radio Panda incontra il Comitato (.mp3)

    §

    Ascolta Radio Panda su FM 96,3

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    "Devastante!" è questo il primo commento del Comitato Senago Sostenibile alla presa visione dello studio presentato il 27 ottobre in Regione Lombardia e che riguarda la realizzazione di due vasche di laminazione nel territorio di Senago da 1,2 milioni di metri cubi.

    Lo scopo dell'incontro, oltre ad illustrare i risultati dello studio commissionato ad ETATEC, è stato quello di comunicare "democraticamente" agli enti locali interessati che le aree definite di carattere strategico, come le vasche di laminazione, saranno vincolate ed escluse dai PGT locali (PTR art.22 c.1 della L.R. 12/2005).
    Un furto annunciato!

    In sintesi:
    - le aree di laminazione sono l'unica modalità che l'autorità di bacino ha individuato e preso in considerazione
    - nessun intervento di depurazione delle acque del torrente Seveso fino al 2027
    - 1,2 milioni di metri cubi di acqua di fogna nel nostro territorio da stivare in un enorme cratere profondo 31 metri
    - costo minimo stimato dell'opera 31.000.000€, contro il valore iniziale di 10.000.000€ indicatoci dall'Assessore Belotti nell'incontro di settembre

    Considerazioni
    Quali interessi ci sono attorno a questo progetto per non aver preso in considerazione le altre soluzioni tecniche già presentate a tutti gli enti interessati e che sono più efficaci per evitare le esondazioni a Niguarda?

    Le tangenziali, le cave, il canale scolmatore (raddoppiato), il Parco delle Groane ed infine le vasche di laminazione non sono di competenza del Comune di Senago; in pratica più del 60% del nostro territorio è gestito da altri enti e sottratto alla comunità. Questo è un esempio concreto di federalismo al contrario.

    Noi non ci fermeremo. Invitiamo tutta la popolazione e le forze politiche senaghesi alla mobilitazione ed a seguire le nostre prossime iniziative.

    Comitato Senago Sostenibile

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    E’ molto difficile comprendere cosa si cela dietro la questione vasche di laminazione a Senago. E’ difficile perchè non c’è informazione. Non ci sono studi di fattibilità. Non ci sono progetti. Non c’è confronto con la cittadinanza nè con le istituzioni del Comune di Senago. Insomma nulla che possa aiutare a comprendere.

    Ciò che invece  si comprende benissimo è la volontà pervicace da parte della casta politica in Regione Lombardia (nessun  nome pare qui più appropriato) che propone ostinatamente questa soluzione come la panacea di tutti i problemi che il Torrente Seveso arreca a Niguarda, con le sue esondazioni periodiche.

    Si, abbiamo visto alcune idee, alcuni studi, ma nulla di ciò che si possa definire progetto e proprio nulla di ufficiale. Che loro abbiano nominato un Commissario Straordinario per l’emergenza (emergenza che dura da cinquant’anni! Sigh!) è già di per se segno evidente che ciò che vogliono realizzare deve farsi nel modo più sommerso possibile, senza interferenze da parte della popolazione, della politica o della magistratura. Quelle forse verranno dopo, ovvero dopo che avranno realizzato un’opera e speso decine di milioni per non risolvere nulla. Niente studi di fattibilità, niente valutazioni di impatto ambientale, niente regole insomma.

    Comunque, per quello che siamo riusciti a ricostruire di questo terribile puzzle, abbiamo chiaro questo concetto: “LE VASCHE DI LAMINAZIONE NON SERVONO A RISOLVERE IL PROBLEMA DELLE ESONDAZIONI A NIGUARDA”. Non lo diciamo noi naturalmente, ma tecnici qualificati e politici autorevoli con cui ci siamo confrontati.

    Una cosa è piuttosto strana: in quasi tutti i documenti ufficiali che abbiamo potuto leggere, appare sempre in penombra il fantasma dell’EXPO 2015. Perchè ci chiediamo? Forse il vero motivo potrebbe essere questo.

    Collegando allora ogni singolo pezzo del nostro meticoloso lavoro di ricerca, prende forma e viene alla luce un metodo che sembra creato per acquisire fondi dal pozzo dei tesori, che usa il consenso della popolazione e sfrutta la parola emergenza. E si, perchè se si riesce a far credere che l’opera risolverà il problema annoso di Niguarda, che Milano conosce bene, si avrà il pieno appoggio di tutti e quindi l’accesso libero alla stanza dei tesori.

    Peccato che le vasche di laminazione a Senago avranno il solo scopo e serviranno si e no a mantenere in condizioni di stabilità l’acquitrino che ruota attorno alla zona fiera, dove sono stati e saranno investiti ingenti capitali. Giusto il tempo perchè partano tutti gli appalti milionari che fanno gola a troppi e dove nulla deve mettersi di mezzo. Soprattutto esondazioni proprio in quella zona, dove è ben presente un rischio dichiarato. Siete mai passati nel tratto stradale sotterraneo dello svincolo fiera (quello che passa proprio sotto i palazzoni “storti”)? E’ una bomba pronta ad esplodere. Ogni mese la strada viene chiusa per attuare opera di risanamento perchè l’acqua del sottosuolo vuole uscire da ogni dove. Perennemente, sotto le gallerie, vi sono vaste pozze d’acqua zampillante che non riescono a togliere in nessun modo. In quella zona si raccordano diversi canali e fiumi, pronti a portare il loro carico direttamente sull’EXPO!

    Ecco qual’è la vera emergenza. L’area Fiera RHO-PERO destinata all’EXPO e tutti i suoi appalti milionari che si porta appresso. Una pentola da non scoperchiare!

    E Niguarda cosa centra?

    Come avrete capito, Niguarda non centra proprio nulla. E’ un semplice capro espiatorio, uno specchietto per allodole, diciamo una operazione di pura e semplice strumentalizzazione politica.

    Una cosa comunque è certa: il Comitato Senago Sostenibile non starà fermo ad aspettare e farà di tutto per contrastare quest’insulsa opera, forte del sostegno della popolazione di Senago che siamo certi avere al nostro fianco. Lo dimostrano le centinaia di visite che abbiamo ricevuto al nostro stand nei pochi giorni di durata della fiera di Senago terminata domenica scorsa.

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    Ripartono i presidi cittadini per dire no alle vasche di laminazione che Provincia e Regione vorrebbero collocare a Senago: colorita l’ultima, scandita dallo slogan “Non startene sul divano mentre Senago annega”

    Senago, 14 dicembre 2010 – «Non startene sul divano mentre Senago annega». Con questo motto sono ripartiti i presidi cittadini per dire «no» alle vasche di laminazione che, contro la volontà dei senaghesi, quanto prima potrebbero essere realizzate dalla Regione e dalla Provincia nella zona sud della città. Domenica la protesta pacifica, ma molto significativa e «colorata», con la raccolte delle firme che si è svolta in piazza Tricolore e in piazza Borromeo. Domenica prossima ci sarà il bis nel centro storico.

    Nutrita la partecipazione dei cittadini: quelli che hanno già firmato la petizione contro l’opera sono oltre 600. In piazza Tricolore molti si sono presentati con maschera e boccaglio e giubbotto catarifrangente. C’è stato anche chi è arrivato con un gommone e dei cartelli che inneggiavano il «No alle vasche».

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    I cittadini di Senago si muovono contro le vasche!

    Stamane a Senago i primi striscioni con la scritta “NO VASCHE” posti in mostra lungo i paracarri del canale scolmatore.

    E’ la mobilitazione dei cittadini che inizia dal basso, contro lo scellerato piano della Regione che vuole costruire le vasche di laminazione del Torrente Seveso nel territorio di Senago.

    Non contenti di averci già portato il Seveso in casa (lo scolmatore è diventato praticamente il Seveso stesso), i politici reggenti di Regione, Provincia e Comune di Milano, vogliono a tutti i costi costruire le fetide vasche di laminazione per riversare nel nostro Comune il problema delle esondazioni del Torrente.

    Attenti:  SENAGO SI STA SVEGLIANDO!

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    Recentemente Podestà, Presidente della Provincia di Milano, si è recato a Palazzolo per vedere lo stato delle prese del canale scolmatore del torrente Seveso.

    Accompagnato dall’assessore ai Lavori pubblici del Comune di Milano Bruno Simini, ha prontamente dichiarato che “Roberto Formigoni deve diventare commissario straordinario alla mitigazione dei rischi idrogeologici” e ancora “Il governo deve assegnargli deleghe simili a quelle attribuite alla Protezione civile perché il Seveso va considerato un’emergenza da affrontare con decisione e rapidità. Le leggi ordinarie necessitano di troppo tempo e non consentono di intervenire efficacemente per porre rimedio alla situazione”.

    Ecco lo scopo dell’inutile visita: “Decretare lo stato di emergenza per far assumere a Formigoni il ruolo di comissario straordinario con pieni poteri per far costruire le vasche di laminazione a Senago”!

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