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Appello a tutte le forze politiche di Senago

Gentili Signori,

visti gli ultimi aggiornamenti in merito alla questione delle vasche di laminazione del torrente Seveso sul territorio di Senago, che vede un avanzamento del progetto della Regione Lombardia (senza studi e progetti che valutino soluzioni alternative) e l’imminente inizio dei lavori per l’adeguamento del CSNO, il Comitato Senago Sostenibile con la presente richiede alle forse politiche di Senago di sostenere concretamente la proposta del comitato di bloccare qualsiasi azione in merito.

Il comitato in un recente incontro con l’amministrazione comunale ha ottenuto di approfondire la questione dei lavori di allargamento del CSNO che riteniamo essere il primo irreversibile passo verso la realizzazione delle vasche di laminazione sul nostro territorio, riteniamo però che sia necessario agire immediatamente con un’azione coordinata tra le forze politiche tutte per intraprendere provvedimenti ostativi sia all’allargamento del CSNO che al progetto della Regione Lombardia, siano essi azioni politiche o legali.

Vi chiediamo pertanto la disponibilità per un’azione congiunta, che sia espressione concreta dei Vs. propositi elettorali.

Accettare o comunque esprimere silenzio-assenso a questi lavori significa dire SI alle vasche di laminazione ed assumersene responsabilità di fronte alla cittadinanza. Noi diciamo invece NO!

Rimaniamo in attesa di un gentile riscontro e ringraziando per la cortese attenzione porgiamo distinti saluti.

Comitato Senago Sostenibile

(lettera inviata agli indirizzi di tutte le forze politiche presenti a Senago)

lettera (.pdf)

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La conosciamo tutti la storia della bella addormentata giusto?

Ecco Senago o almeno la gran parte di Senago e della sua forza politica in questi anni ha dormito sonni piacevoli, cullandosi indifferente o non curante del frastuono prodotto dai soliti pochi che andava in giro per la città reclamando attenzione e mobilitazione, chiedendo incontri ufficiali e cercando di fare luce su una questione molto ombrosa.

Ebbene ora il cavaliere a svegliare la principessa è arrivato, peccato che non sia stato un bel risveglio, il cavaliere non aveva buone intenzioni e la principessa ora è impietrita.

Questa è la descrizione dell’immagine vista dai membri del comitato che sono stati ricevuti dal Sindaco Fois, Assessore Campagner e Zoani per chiedere aggiornamenti sulle vasche di laminazione visti gli ultimi sviluppi con Regione Lombardia e Comune di Milano.

Possiamo dire che non ci sono novità rilevanti, è stato prodotto un aggiornamento del vecchio studio ETATEC sulle vasche che accogliendo la richiesta del Sindaco di verificare sistemazioni alternative ha “ giustamente” esaminato locazioni diverse delle vasche di laminazioni a Senago… per poi giungere alla conclusione che però queste 7 ipotesi non sarebbero realizzabili quindi si torna alla solita vecchia minestra presentata nello studio Etatec.

Ci auguriamo che l’amministrazione e i cittadini non si possano ritenere soddisfatti e che sia chiaro a tutti che questa non è la ricerca di una soluzione, ma solo un contentino peraltro con cattivo senso ironico.

L’amministrazione si sta adoperando per reperire documenti ufficiali per poi avere una panoramica completa ma noi pensiamo che così facendo si perda del tempo preziosissimo in un momento molto delicato. Pensiamo che sia necessario muoversi immediatamente per SOSPENDERE QUALSIASI DECISIONE, in primo luogo sul canale scolmatore, il quale “adeguamento” che partirà a brevissimo sappiamo essere la prima pietra per la costruzione delle vasche.

Accettare o comunque esprimere silenzio-assenso a questi lavori significa dire SI alle vasche di laminazione ed assumersene responsabilità di fronte alla cittadinanza.

In campagna elettorale era un coro di NOOO!

Forse ora qualcuno capirà che è stato un enorme sbaglio eliminare dalla mozione presentata dal Comitato Senago Sostenibile tutti i riferimenti ai lavori sul canale scolmatore.

Tutti i documenti ufficiali e tecnici e incontri avuti presso le sedi istituzionali sono stata opera del Comitato, fatto di comuni cittadini che in questi anni sono riusciti ad arrivare con fatica dove mai si era pensato. Pretendiamo ora che gli amministratori in carica avendo tutti gli strumenti del caso, possano fare ben più del Comitato, non vogliamo vederli nascosti dietro ad un immobilità e cortesia istituzionale.

Infine concludiamo ringraziando l’amministrazione che ha accolto la nostra richiesta di approfondire la tematica dell’adeguamento dello scolmatore presso la Provincia di Milano, che riteniamo essere il primo passo da compiere.

Chiediamo a tutte le forze politiche di darsi da fare per agire con i fatti e non con le parole, di coinvolgere tutta la cittadinanza affinchè la situazione disastrosa sia nota a tutti, di darsi da fare per evitare la realizzazione dei lavori di allargamento del Canale.

Ma questa volta però, non solo per la campagna elettorale, ma soltanto a beneficio della salute dei cittadini!

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Intervista ad uno dei nostri rappresentanti. Clicca sull’immagine per vedere il video RAI partendo dal minuto 11′ e 31″.


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9 luglio 2012, ore 18,33, CANALE SCOLMATORE nella tratta tra via Brodolini e via De Gasperi, sponda destra orografica del canale (lato CIFA), strani lavori di sondaggio sono in corso. Mi avvicino, chiedo: “state sondando per l’allargamento del canale?”. La risposta è evasiva … “è tutto in rete …. non so … forse è per il tubo … non so…“… poi l’operaio si gira e m’ignora mentre la macchina continua il suo assordante lavoro di perforazione. Riprendo la mia corsa a piedi mentre un’autovettura, in sosta lungo il canale, , forse vedendomi troppo vicino, si mette in moto e va dove stanno facendo i lavori. Passando mi guarda a lungo.

Io continuona correre, non sono convinto, corro, penso. Attraverso il parco groane, passo a fianco di lepri, libellule, incontro uno scoiattolo e perfino una volpe (è fuori tempo, ma forse il caldo l’ha sballata o è affamata). Bello il nostor parco per lasciarlo in mano ai cementificatori.

Arrivo al campo alle fornaci e decido di tornare indietro per il canale. Non c’è più nessuno. Guardo bene il terreno e vedo i segni lasciati dalla trivella. Guardo lungo tutto il percorso. Forse non sono i prini segni. Forse stanno sondando da tempo. Il buco di oggi è ben evidente.

Forse è il segno, l’inizio dei lavori.

Siete tutti allertati.

Seguiranno aggiornamenti.

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Nonostante le copiose piogge di ieri, venerdì 4 novembre, che imperversavano su tutto il nord, ed il disastro già consumatosi a Genova, alle 17 il canale scolmatore in Senago era ancora totalmente VUOTO.

Abbiamo allora iniziato a monitorarlo tramite i nostri volontari ed abbiamo verificato che attorno alle 20 era già iniziata l’opera di drenaggio del Seveso, segno che qualcuno aveva dato la sveglia. Alle 22, e così a mezzanotte, il livello era pressochè lo stesso ed era sotto il proprio limite di piena di almeno un metro. Anche questa notte (sabato 5 novembre n.d.r.) alle 4, e poi stamane alle 8, le condizioni apparivano pressochè immutate.

Stesso livello attorno alle 10, mantenutosi costante per tutti i nostri rilievi successivi delle ore 13 e delle ore 15.

Insomma una situazione che non desta preoccupazione, visto che il canale è costantemente rimasto almeno un metro al di sotto i  limiti massimi consentiti, come le foto dimostrano, e nonostante il perdurare delle pessime condizioni meteo e delle precipitazioni continue che stanno avvenendo.

Considerando l’allerta meteo lanciata non solo dalla protezione civile ma anche da diversi servizi meteo in rete, auspichiamo che sia in atto una corretta regolazione dell’afflusso delle acque del Seveso verso il canale scolmatore ancora in grado, così com’è attualmente preposto, di ospitare ulteriori considerevoli quantitativi di acqua di fogna (come sempre ci teniamo sempre a precisare), onde scongiurare con metodo qualunque possibile esondazione in Niguarda.

Speriamo così di rendere un utile servizio alla collettività, contando, nel prossimo futuro, di allestire un centro raccolta dati in tempo reale, nel tentativo di coadiuvare i carenti servizi che sino a poco tempo fa erano resi da ARPA, ora stranamente latitante sulla diffusione dei dati, quali per esempio quelli della qualità delle acque.

Su questo punto forse il presidente ARPA Enzo Lucchini, da poco succeduto a Carlo Maria Marino in quanto quest’ultimo è stato nominato Commissario all’emergenza Seveso, saprà darci una qualche risposta.

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Pensare alla sostenibilità oggi vuol dire schierarsi contro perchè non c’è più spazio per idealizzare e cercare nuove idee nè tantomeno ci sono spazi per costruire per il futuro. La sostenibilità diventa allora per forza obbiettare, contrastare, decrescere, urlare il proprio NO.

E, sul nostro territorio in particolare, i pericoli aumentano di giorno in giorno. Tutto a discapito della sostenibilità di un territorio e di un’ambiente che consentano ancora di condurre una vita a misura d’uomo.

Non c’è quindi il solo problema delle vasche di laminazione a Senago.

C’è il problema delle CAVE, coi loro innumerevoli carichi di materiali provenienti da demolizioni a volte non ben identificate. Due cave, una a NORD ed una a SUD, che sfregiano il nostro territorio in modo irreversibile e non solo con le loro gole profonde ma quotidianamente coi loro trasporti che inquinano le vie del Comune, un via vai di macerie destinate alle cave per essere tritate e quindi riportate a fare da fondo stradale. Macerie che contengono materiali d’ogni specie e che generano  tonnellate di polveri sottili che si diffondono in tutto il territorio provocando spesso malattie respiratorie. Basta avvicinarsi o guardare dall’alto le due cave e si notano le enormi montagne di macerie, spesso calate in luoghi impropri, incuranti delle possibili contaminazioni dei cittadini o delle falde acquifere che l’attività di escavazione a portato alla luce. Rumore delle macine, delle escavatrici e dei camion che per tutta la giornata, a volte anche sabato e domenica, coprono ogni altra pacifica presenza.

In area ISOLINO, nei campi adiacenti la zona usata dai mattoni volanti per le loro manifestazioni acrobatiche, stanno ora coprendo i campi con uno strato di oltre due metri di materiale da riporto. Prima hanno escavato lo strato naturale di argilla, portato dalla lavorazione millenaria dei ghiacciai, per farne un uso speculativo, ed ora ricoprono il maltolto con terra che “forse terra non è”. E’ stato facile seguire un camion di quelli che portano lì il materiale e purtroppo questo era proveniente dall’area ex-esselunga di Garbagnate Milanese ora in demolizione. La domanda allora è: “cosa c’è sotto la terra che si vede sopra?”.

Le Tangenziali tanto sbandierate dalla destra, ma anche da una parte del centro-sinistra a Senago, porteranno traffico aggiuntivo a quello che già esiste ed incrementeranno in modo esponenziale l’inquinamento da polveri sottili e non solo.

Purtroppo anche la battaglia contro l’inceneritore di Paderno sta per riacutizzarsi, visto che la Paderno Energia sembra non cedere dall’idea di realizzare il mostro inquinante.

Una notizia recente, ma a quanto pare piuttosto attendibile quanto drammatica, è quella che hanno intenzione di realizzare un dissociatore molecolare a Limbiate, al confine con Senago. Per chi non lo sapesse un dissociatore molecolare è un inceneritore.

Non ultimo la Rho-Monza sta per diventare un’autostrada a 12 corsie. Pare proprio che la Regione voglia imporre anche in questo caso le proprie ragioni contro quelle di tutti.

Infine la Pedemontana sarà a breve una realtà, proprio a pochi minuti da Senago, col suo carico di auto e camion quotidiano.

Il Comitato Senago Sostenibile che nasce per affrontare la tematica della sostrenibilità nel nostro territorio, si trova invece ad affrontare continue emergenze contro attacchi distruttivi che arrivano oramai da ogni parte.

Non siamo un esercito ma con grande impegno cerchiamo di occuparci un po’ di tutto. In questo momento la battaglia dominante è quella contro le vasche di laminazione, ma comunque ci muoviamo con perfetto parallelismo su tutti i fronti menzionati.

Ciò che è vero è che siamo oramai in piena emergenza!

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Sebbene noi del comitato non siamo idraulici, nè avvocati o ingegneri, il lavoro di ricerca e verifica delle informazioni, l’organizzazione di momenti di confronto coi cittadini, la preparazione e la partecipazione ad incontri con politici, la valutazione di proposte di tecnici del settore, la lettura e la comprensione dettagliata delle leggi e degli atti, ci ha fatto diventare un po’ tuttologi.

Perchè allora non allargare le nostre conoscenze e diventare anche un po’ matematici? Lo abbiamo fatto, ed ecco i risultati.

PROBLEMA:
Ammesso che le due cave che hanno intenzione di costruire a Senago (ma ci riusciranno?) abbiano un volume di 1.000.000 mc (UN MILIONE di METRI CUBI), quanti camion carichi di terra dovranno scorazzare per le strade del Comune?

DATI:
Un camion che trasporta terra ha una capienza di circa 20 mc.
I giorni in un anno sono 365 dei quali 313 lavorativi (compresi sabato e festivi).

SOLUZIONE:

Dato che un camion ha una capienza di circa 20 mc (il peso è di circa quaranta tonnellate a viaggio), dunque, per portare via 1.000.000 mc di terra occorrono circa 50.000 viaggi.

In formula:     1.000.000 mc ÷ 20 mc a camion = 50.000 camion.

Lo scriviamo a lettere per far capire meglio: CINQUANTAMILA viaggi.

Ammettiamo che gli scavi possano durare due anni. Sono 626 giorni lavorativi. Poniamo quindi che i trasporti si faranno per tutti i 626 giorni previsti senza interruzione alcuna. Avremo allora circa 80 trasporti al giorno.

Ogni giorno a senago si muoveranno 80 camion per il trasporto della terra cavata.

Naturalmente se avranno premura dovranno aumentare il numero di camion. Se vogliono finire gli scavi in un anno dovranno eseguire 160 viaggi al giorno. Anche a Pasqua e Natale.
Quello che sostanzialmente non cambia sono i CINQUANTAMILA camion che dovranno passare da Senago.

Facciamo qualche altro calcolo : 80 carichi di terra al giorno significano 80 viaggi in arrivo per caricare la terra cavata e 80 viaggi in partenza per andare a scaricarla da qualche parte, quindi 160 “passaggi” di camion (in arrivo o in partenza), se proviamo a distribuire i 160 viaggi nelle 12 ore di lavoro al giorno :
(60 x 12) = 720 minuti ÷ 160 viaggi = 4,5 minuti tra un viaggio e l’altro.

cioè un transito continuo di camion al ritmo di uno ogni 5 minuti, e questo per due anni di fila sabato e festivi compresi !!!

CONSIDERAZIONI

Cosa faranno poi per proteggere le falde sotterranee?  Se per caso scopriranno che servirà cementificare le vasche per renderle impermeabili, saranno ancora tanti e tanti altri camion. Questa volta da 8 mc e quindi saranno di più.

Naturalmente il traffico si svolgerebbe tutto sulla via De Gasperi, già di suo tanto stretta quanto trafficata (chi si muove per la stazione lo conosce benissimo), per attraversare Senago.

Visto che abbiamo provato a rendervi un’immagine di quanto grandi saranno le vasche, cerchiamo di rendere chiaro cosa andranno a metterci dentro.

Bene, vale qui la pena di ricordare che la REGIONE ha spostato al 2027 l’obbiettivo di raggiungimento della “qualità buona delle acque del torrente Seveso” quindi per adesso, e per i prossimi sedici anni, rimarrà di valore 5, PESSIMA. Sarebbe interessante avere il parere tecnico di ASL, ARPA e PARCO delle GROANE, ovviamente ognuno per le proprie competenze.

Ciò che è certo è che dentro le vasche ci finiranno, ad ogni pioggia, CINQUANTAMILA camion di acqua di FOGNA!

Sempre per rendere conto alla matematica, nonostante l’assenza di un progetto ma in presenza di studi di fattibilità, si calcola che la manutenzione delle vasche, visto che le acque per la loro pessima qualità sono considerate RIFIUTO SPECIALE, costerebbe alla collettività da un minimo di 700.000 €/anno fino ad un massimo di 2.500.000 €/anno.

Insomma, una bella mole di lavoro e di denaro per riuscire a distruggere completamente un pezzo di territorio vergine, un pezzo di Parco.

A proposito, auguri Parco: quest’anno compie i 35 anni, forse troppo presto per morire.

Se la matematica non è un’opinione!

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Gentile Consigliere regionale Franco Mirabelli,

leggiamo dal suo sito le ultime sue prese di posizione rispetto al problema del Seveso.

L’abbiamo già invitata ad un confronto che non ha mai avuto luogo.

Ci affidiamo quindi alla pubblicazione sul nostro sito per ribadire la nostra contrarietà alla soluzione che lei propone.

Noi del Comitato Senago Sostenibile siamo consapevoli del problema delle esondazioni che da almeno cinquant’anni coinvolge la zona di Niguarda. Senago non si è mai tirata indietro per aiutare a risolvere la situazione ed ha contribuito a far fronte a questa problematica consentendo che nel proprio territorio fosse inserito il passaggio del canale scolmatore. Come conseguenza, la presenza del canale, ha portato ad un radicale peggioramento della qualità dell’abitare nel Comune di Senago. Acque fetide ed inquinate che attraversano impetuose il territorio, dividendo drasticamente in due il paese. Odori, topi, fanghi inquinati, immondizia lasciata in decomposizione. Questo è quello che Senago si è già portata in casa per aiutare Niguarda dalle esondazioni, evidentemente senza grandi risultati.

Ora noi “NON VOGLIAMO UN RISARCIMENTO” per fare quello che Milano non sa o non vuole fare, noi NON VOGLIAMO LE VASCHE A SENAGO!

Lei afferma che le vasche inserite nel territorio del Parco Nord “comprometterebbero la qualità del parco stesso”, e questo possiamo comprenderlo. Perchè allora noi non possiamo opporci, per le stesse sue ragioni, a che le vasche non siano inserite nel territorio del Parco delle Groane in Senago?

Perchè allora i risarcimenti che lei propone, ovvero una volgare mercificazione del territorio che fa sembrare Senago una fiacca e flaccida meretrice, non li va a proporre ad altri?

Noi NON SVENDIAMO IL NOSTRO TERRITORIO! Il bene più prezioso che abbiamo è la nostra terra e vogliamo in tutti i modi salvaguardarla da ogni ulteriore scellerata cementificazione. BASTA!

Le chiediamo di cedere al confronto e capirà che le nostre ragioni sono anche quelle degli altri e che forse insieme potremo  trovare una migliore e definitiva soluzione. Le nostre ragioni sono le stesse di coloro che non vogliono più che il fiume nero esondi nei loro quartieri.

Sono le ragioni di chi si trova scaricata addosso la conseguenza di anni e anni di mal governo del territorio di Milano e di tutta la Brianza. La Milano da bere che si è succhiata tutto il territorio.

Ora dobbiamo pagare tutti, ma cominciamo prima da chi il danno l’ha iniziato. A partire da Milano che ha ottusamente determinato ogni possibile via di sfogo del Torrente Seveso nel suo percorso in città, avendolo indecentemente tombinato ovvero inguainato nel sottosuolo. Per passare a tutti i Comuni attraversati direttamente dal Seveso e che scaricano metodicamente nel torrente i loro fetidi liquami, resi sovrabbondanti dalla incontrollata cementificazione del suolo: Bresso, Cormano, Paderno Dugnano, Limbiate e a salire fino alla sorgente.

Senago, che NON E’ ATTRAVERSATA dal Seveso, già paga un prezzo elevato per aiutare in questa situazione, trovandosi il Seveso, camuffato da canale scolmatore, già in casa. Con tutti i suoi odori, veleni ed un territorio spaccato a metà. Di più NON POSSIAMO DARE.

Distinti saluti,

Comitato Senago Sostenibile

P.S.

Anche il PD di Senago, come la Lega Nord, si è opposto alla costruzione di vasche di laminazione nel Comune di Senago, esprimendosi con un atto pubblico approvato da tutto il consiglio comunale all’unanimità. Si tenga conto anche di quello che le istituzioni locali rappresentano.

——–

riportiamo l’intervento di Mirabelli dal suo sito:

05 Settembre 2011
Posted in Novità e Commenti

Scrivo dopo gli acquazzoni di sabato 3 e domenica 5 e devo dire che finalmente, rispetto alla gestione del Seveso qualcosa è cambiato. Certo non è risolta la situazione, gli interventi sullo scolmatore e per le nuove vasche di laminazione non sono ancora partiti e altri possibili interventi allo studio per impedire le esondazioni non sono ancora stati definiti. Ma certamente tra agosto e settembre l’amministrazione comunale e l’assessore Granelli hanno dimostrato una attenzione e una presenza nei momenti di crisi che non avevamo conosciuto prima. Non si è attesa la piena, si è monitorata  minuto per minuto la situazione, si è fatto tempestivamente tutto ciò che era possibile fare, si è allertata per tempo la protezione civile e si è lavorato per limitare i danni e, quando possibile evitarli. E’ quella capacità di monitorare la situazione, attivare e coordinare tutti gli interventi tempestivamente che era necessaria e che da anni chiediamo al comune per non lasciare sole le persone, che finalmente c’è.

Ora spetta alla Regione creare le condizione perché i tre interventi già finanziati (la sistemazione dello scolmatore, la creazione di una vasca di laminazione a nord di Milano in cui possano, in caso di necessità, scaricarsi 80-100mila metri cubi d’acqua e la costruzione di un’altra vasca in corrispondenza del depuratore di Varedo) vedano al più presto la luce per poi verificare la situazione e progettare eventuali nuovi interventi.

Sento di nuovo parlare delle ipotesi avanzate, in campagna elettorale dall’ex sindaco Moratti, che prevederebbero  la costruzione di  un’altra vasca di laminazione dentro il Parco Nord, una scelta che comprometterebbe, per molte ragioni la qualità del parco e che da subito abbiamo osteggiato. Credo, lo ripeto, si debba fare ciò che è già stabilito e finanziato e siamo impegnati per questo. Chiedendo alla regione di trovare con l’amministrazione di Senago una soluzione per collocare la vasca di laminazione in un sito concordato garantendo ai senaghesi  un risarcimento per l’onere che si assumono.

Franco Mirabelli

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Qualche punto fermo tra la confusione
Sono passati mesi, agosto è alle porte e tutto tace.
Nessuna comunicazione ufficiale esce dai palazzi di Regione e Provincia, mentre a Senago non si sente parlare più di vasche, ma nonostante ciò il rischio vasche a Senago purtroppo non accenna ad allontanarsi. E c’è da essere preoccupati infatti per i dati apparsi sul verbale di riunione tecnica del 30 marzo 2011 che parla di un volume di laminazione di 4 milioni di metri cubi.
Desideriamo quindi fare il punto della situazione e ribadire i punti fermi della nostra campagna informativa, prima di congedarci per la pausa estiva.
Iniziamo con le novità. Il comitato ha richiesto ed ottenuto audizione presso la commissione Ambiente in Provincia presieduta da Paoletti, che si riunirà verosimilmente tra agosto e settembre. Appuntamento decisivo in occasione del quale ribadiremo l’atto ufficiale del nostro comune espresso con la mozione votata all’unanimità il 15 luglio 2010 in consiglio comunale e che, ricordiamo, esprimeva la totale contrarietà alla realizzazione di vasche di laminazione a Senago.
In questi mesi ci siamo informati con tecnici del settore sul significato di un’opera del genere sul nostro territorio e su tutta una serie di opere idrauliche che potrebbero essere di alternativa a un bacino di acqua stagnante, che rientrerebbero in una pianificazione più sostenibile e a lungo termine. A detta di tutti i tecnici il problema di Niguarda non è risolvibile con le vasche di laminazione a Senago perchè la piena avviene nel tratto tra Paderno Dugnano e Niguarda, dove ogni tombinatura scarica proprio nel Seveso.
Le alternative esistono e Comune, Provincia e Regione hanno tutti gli strumenti per poter raggiungere soluzioni più efficaci di un vascone di acqua inquinata che sorgerebbe a diversi km dal corso d’acqua interessato e lontano dal luogo di esondazione.
Sono 3 i punti chiave sui quali secondo noi si deve intervenire:

- il primo è sicuramente la qualità delle acque che trasporta il Seveso. Un torrente che scorre in un’area altamente urbanizzata (forse tra le più ricche del mondo) e che risulta tra i corsi d’acqua più inquinati d’Europa è una condizione non più sostenibile

- il secondo punto sul quale insistere è la distribuzione delle opere; intervenendo con piccole strutture lungo TUTTO l’asse del Seveso e nelle immediate vicinanze del torrente, non solo si aumenterebbe l’efficacia dell’intervento ma si ridurrebbe l’impatto sul territorio.

- il terzo punto è di ridurre la quantità di acqua piovana che affluisce al Seveso in occasione di piogge consistenti.

Come comitato ci sentiamo quindi di insistere su questi tre punti che secondo noi possono essere le linee guida da seguire nella ricerca di una soluzione al problema.

Il comitato non andrà comunque in vacanza, rinnoviamo l’invito a rimanere informati sul tema e a sottoscrivere la petizione che presto sarà anche online sul nostro sito www.senagosostenibile.org.

E vi diamo appuntamento a settembre presso la Fiera di Senago.

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Altro chè vasche a Senago, qui ci vogliono mettere un bel PANETTONE.

Si, il panettone che giorno dopo giorno sta lievitando e piano ed inesorabilmente inizia ad uscire dalle vasche.

Da 800.000 mc di vasche siamo ora arrivati a 4.000.000 di mc. QUATTROMILIONI di METRI CUBI.

Oltre al raddoppio della fogna del canale scolmatore, già finanziato ed in procinto di essere realizzato, l’intenzione è quella di insediare a Senago non una, ma DUE VASCHE di laminazione per contenere i quattromilioni di metri cubi della stessa acqua di fogna. E’ quanto abbiamo saputo leggendo il verbale di riunione  della segreteria tecnica del 30 marzo 2011 per l’accordo di programma.

In questi giorni abbiamo poi avuto alcuni incontri con diversi tecnici che ci hanno confermato le più temute ipotesi di ciò che vogliono fare nel nostro territorio ed il tutto nella consapevolezza, da parte degli attori coinvolti – Provincia, Regione, Comune di Milano – , che l’operato NON potrà essere risolutivo per l’allagamento di Niguarda, in quanto il problema principale sta nel tratto tra Paderno e Milano, dove gli scarichi convogliano copiosamente i loro liquami direttamente nel Seveso, saturandolo prima di entrare a Milano.

I tecnici con cui abbiamo parlato hanno confermato che il volume da intercettare sarebbe di 800.000 mc e non quello lievitato di 4.000.000 di mc; ci hanno poi presentato due progetti alternativi con i quali sarebbe possibile fare a meno delle vasche di laminazione, progetti che sono stati presentati agli organi competenti senza che costoro si siano degnati di fornire la benchè minima risposta.

QUI C’E’ QUALCOSA CHE NON QUADRA!

Perchè il volume da intercettare è diventato d’improvviso, ovvero dopo la nomina del commissario straordinario per il problema Seveso, ben cinque volte più grande? Quali interessi sono lievitati dietro questo insulso progetto? Perchè si vuole attuare questo folle programma pur sapendo che il problema degli allagamenti non sarà così risolto?

CITTADINI DI SENAGO ALLARMIAMOCI, CI VOGLIONO FAR SOFFOCARE TRA FANGO E CEMENTO!

Stiamo lavorando sulla mole di materiale che abbiamo recuperato. Speriamo di ruscire a fare qualcosa in fretta e metterlo a disposizione di tutti. Rimanete collegati e venite a cercarci per il territorio, non mancheremo con le nostre iniziative. I prossimi giorni pubblicheremo una serie di documenti.

Intanto chiediamo a TUTTE le forze politiche di Senago di sostenere il comitato SENAGOSOSTENIBILE e sopratutto di agire, per conto dei propri rappresentanti istituzionali in Regione, affinchè sia bloccato questo dannoso progetto.

Chiediamo alla LEGA di Senago, che si è pubblicamente dichiarata CONTRO la realizzazione delle vasche di laminazione sino a far CADERE il Consiglio Comunale, di intervenire sul proprio assessore in Regione BELOTTI che è colui che sta gestendo questa pratica ed anche al Presidente del Consiglio regionale BONI anch’egli leghista.

Chiediamo al PD, anch’esso dichiaratosi pubblicamente ed apertamente CONTRO le vasche di laminazione a Senago, di intervenire allo stesso modo verso i suoi consiglieri, in primo luogo MIRABELLI, che si erano dichiarati a favore di questa soluzione, forse non sapendo quello che si stava per realizzare.

Invitiamo tutti gli altri partiti di SENAGO a sostenere la nostra iniziativa ed a far sentire la loro voce ai massimi livelli istituzionali consentiti. Tutto il consiglio comunale aveva firmato la mozione NO VASCHE ed ora chiediamo a tutti di fare un altro passo avanti.

CHIEDIAMO A TUTTI I PARTITI E MOVIMENTI POLITICI DI SENAGO UN GESTO DI COERENZA VERSO I PROPRI CITTADINI.

Nella foto seguente lo stralcio dello studio di fattibilità commissionato dalla regione che indica le zone per la realizazione degli invasi per circa 1.000.000 mc. Ora le dimensioni sono QUATTRO volte l’area rossa prevista.

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