Intervista al Sindaco Rossetti

 Sindaco Rossetti

«L’alluvione non è colpa mia Non posso pagare per tutti»

Il sindaco di Senago, sotto accusa per aver detto no alle vasche che avrebbero evitato il disastro, rilancia e chiede una contropartita.

Provincia e Regione ripetono da giorni che il raddoppio dello scolmatore del Nord ovest e la vasca di laminazione di Senago avrebbero potuto evitare l’alluvione. Lo scolmatore è stato realizzato solo a metà, un progetto superato «in corsa» dalle vasche di laminazione, secondo l’Autorità di bacino del Po, la vera soluzione. Ma il progetto, secondo la Provincia, sarebbe stato ostacolato dal Comune di Senago. Il 15 luglio scorso il Consiglio comunale ha votato all’unanimità parere contrario alla realizzazione delle vasche di laminaziaone nel Comune di Senago.

Franca Rossetti, lei è sindaco (del centrodestra) di Senago dal 23 giugno scorso, come
giustifica tale decisione?
«Intanto nessuno ci ha informati del progetto di realizzazione delle vasche, i cittadini
sono contrari e ricordo che Senago ha bisogno di infrastrutture. Il nostro Comune non ha un servizio di trasporto pubblico ed è sommerso dal traffico “di passaggio”. La risposta è la strada provinciale, la tangenziale sud».

Che cosa c’entra, scusi?

«La difesa del territorio si fa in maniera sistematica. Non ci si può occupare solo di trovare un luogo dove mettere le vasche – solo perché da Senago passa il canale di sgronda del Seveso – dimenticandosi delle necessità del territorio ovvero le infrastrutture».

Ma questo è un ricatto…

«No, ma sono convinta che non esistano territori di serie A e di serie B: qui manca un sistema dei trasporti, ci sono pochi posti di lavoro…».

Ma lei si rende conto che siete responsabili del disastro?
«Mi rendo conto che nel 1996 la Provincia ha progettato la tangenziale sud (la SP 119), che non è stata realizzata».

Ripeto, questo è un ricatto bell’e buono.

«Non lo ritengo tale: se si dà una risposta al territorio la si dà in tutti i sensi. Se il progetto idraulico è del 2004 come mai l’opera non è stata realizzata? Non si dica che a fermarla è stato un ordine del giorno del Consiglio comunale del luglio 2010…».

E la precedente amministrazione?

«Non esiste nessun atto amministrativo di opposizione del nostro comune in questo senso. Abbiamo controllato gli atti della precedente amministrazione, ma anche il mio predecessore Enrico Chiesa me lo ha confermato. Le dico di più…».

Mi dica…

«La Regione aveva fatto incontri preliminari sul progetto che non sono mai sfociati in un accordo. Non c’è accordo né progetto, tanto che non ne esiste traccia nemmeno negli uffici regionali».

Cosa è successo allora?

«La soluzione non è stata trovata perché è mancato un governo politico del territorio. I comuni dell’asse del Seveso prima di noi si sono opposti alle vasche, allora la scelta è ricaduta su di noi. Una scelta tecnica solo perché il nostro territorio è meno urbanizzato e l’area dove dovrebbero sorgere le vasche è di soli tre proprietari. Nessuno si occupa della cattiva gestione della chiusa però…».

Si spieghi

«Sabato lo scolmatore, cioè la chiusa, di Paderno non era stata aperta: Palazzolo si è completamente allagata. Solo dopo le 16 ci si è accorti che la chiusa non era stata aperta, ma il danno era già stato fatto anche a Milano».

Chi è responsabile della chiusa?

«Il Consorzio canale scolmatore della Provincia».

Fonti: articolo di Marta Bravi per “il Giornale” del 24 Settembre 2010

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